Deduzione e detrazione: cosa sono e quali sono le differenze

Spesso considerati sinonimi, questi termini non sono, in realtà, equivalenti e conoscere le differenze tra i due può avere effetti importanti per il contribuente. In sintesi, potremmo dire che la deduzione agisce sul reddito imponibile, mentre la detrazione viene operata sull’imposta lorda da pagare, ma andiamo più nel dettaglio.

Deduzione fiscale e detrazione fiscale a confronto

Con il termine deduzione fiscale si indica un meccanismo attraverso cui è possibile sottrarre costi e/o spese dal reddito complessivo di un’azienda o di un individuo con l’obiettivo di ridurre la base imponibile – il reddito imponibile infatti è il risultato del reddito effettivo meno le deduzioni fiscali –. Alcune spese vengono così considerate come non tassabili e l’importo su cui calcolare le imposte subisce una riduzione; tra le spese deducibili possiamo annoverare quelle mediche, quelle educative o quelle di carattere previdenziale. 

Differentemente dalla deduzione, la detrazione fiscale indica una riduzione diretta dell’imposta lorda da pagare. Per esempio, le detrazioni possono essere applicate per spese legate all’istruzione dei figli, alle donazioni o alle spese mediche straordinarie. 

In sintesi, le differenze principali tra deduzione e detrazione fiscale riguardano il momento e il modo in cui queste ultime vengono applicate: la deduzione agisce riducendo il reddito complessivo, mentre la detrazione riduce direttamente le tasse da pagare. Inoltre, mentre la deduzione è applicabile a una vasta gamma di spese, le detrazioni sono spesso legate a scelte specifiche di spesa o a particolari contesti.

Come si calcolano gli oneri deducibili?

Il calcolo degli oneri deducibili implica l’individuazione di spese o costi che possono essere sottratti dal reddito complessivo, ma facciamo un esempio per essere più chiari.. 

Poniamo il caso di un individuo con reddito di 40.000€. Se in virtù di uno o più importi soggetti a deduzione, il soggetto può usufruire di oneri deducibili fino a 3.000€, allora il suo reddito imponibile ai fini Irpef equivarrà a 37.000€. A questo punto, interverranno gli effetti delle detrazioni che saranno calcolate non sui 40.000€ iniziali, ma sui 37.000€ del reddito imponibile, a cui sono state applicate le relative deduzioni.

Come si calcolano le detrazioni?

Consideriamo un contribuente che ha diritto a una detrazione fiscale per le spese di istruzione dei figli per un importo di 2.000€. Se l’imposta calcolata sulla base del reddito è 17.000€, la detrazione fiscale ridurrà l’imponibile detraibile a 15.000€.

Dichiarazione integrativa: a cosa serve

In alcuni casi, può essere necessario correggere errori od omissioni nella dichiarazione dei redditi originale. Può trattarsi di una detrazione o deduzione imputata per eccesso, di un reddito non dichiarato, oppure di un’impresa che non abbia indicato in modo corretto l’ammontare dei costi sostenuti. In questi casi, come in tutti quelli in cui si è dichiarato un minor reddito o una maggiore deduzione o detrazione si può sanare la situazione presentando una dichiarazione integrativa. Per evitare sanzioni, è fondamentale rispettare i termini previsti dalla legge e trasmettere il documento integrativo attraverso le procedure telematiche messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, o attraverso un intermediario autorizzato.

Alcune conclusioni 

Per concludere, possiamo affermare che la deduzione e la detrazione fiscale sono strumenti cruciali per ottimizzare la posizione fiscale di un contribuente. Comprendere le differenze tra i due concetti, calcolare gli oneri deducibili e detraibili, e conoscere le procedure relative alla dichiarazione integrativa sono variabili fondamentali per una gestione fiscale efficace e conforme alle normative vigenti: sicuramente, avere la liquidità sempre sotto controllo aiuta a evitare di incorrere in errori e, di conseguenza, in sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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