Quando emetti una fattura elettronica in reverse charge, il codice natura IVA è l’elemento tecnico che permette al Sistema di Interscambio di classificare correttamente l’operazione. Sbagliare il codice significa esporre l’azienda a scarti del file XML, contestazioni in sede di verifica e sanzioni amministrative, anche se l’integrazione dell’IVA è stata fatta correttamente lato cessionario.
codici del gruppo N6 sono nove e coprono tutte le casistiche di inversione contabile interna ed estera, ognuno con un riferimento normativo preciso e un perimetro applicativo specifico.
In questa guida trovi la tabella completa dei codici natura N6 aggiornata al 2026, le regole per la scelta del codice corretto in edilizia, pulizie e altri settori, e la mappa generale dei codici natura IVA dell’Agenzia delle Entrate.
Cos’è il reverse charge e come funziona l’art. 17
Il reverse charge, o inversione contabile, è un meccanismo IVA disciplinato dall’articolo 17 del DPR 633/72 che inverte il normale obbligo di versamento dell’imposta: a versare l’IVA non è più il fornitore (cedente o prestatore), ma l’acquirente. Il fornitore emette fattura senza IVA esposta, e il compratore integra il documento aggiungendo l’aliquota dovuta, registrandola contemporaneamente nei registri IVA acquisti e vendite. Per il ruolo specifico del cessionario come soggetto debitore dell’imposta nell’inversione contabile, è utile la guida dedicata alla sua definizione e alle responsabilità che ne derivano.
L’articolo 17 individua tassativamente le operazioni soggette a reverse charge.
Il comma 5 disciplina le cessioni di oro da investimento e industriale.
Il comma 6 contiene la maggior parte delle casistiche, suddivise per lettera: la a copre i subappalti edili, la a-bis le cessioni di fabbricati strumentali con opzione IVA, la a-ter pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento di edifici, la b e la c telefoni cellulari e prodotti elettronici, le d-bis/ter/quater il settore energetico.
Per le operazioni con l’estero (acquisti intracomunitari e da fornitori extra-UE) si applicano regole specifiche che richiedono l’integrazione della fattura o l’emissione di un’autofattura, strumento operativo del cessionario per assolvere l’imposta
.
Nel 2025 il Decreto Legge 84/2025, convertito nella Legge 108/2025, ha esteso il reverse charge anche al settore del trasporto merci e dei servizi di logistica, eliminando alcuni vincoli applicativi previsti dalla normativa precedente. Si tratta di una novità rilevante per il 2026, che impatta direttamente sulla scelta del codice natura corretto in fattura.
Tabella codici IVA per la fattura elettronica aggiornati al 2026
I codici natura del gruppo N6 sono i codici tecnici da inserire nel campo Natura del file XML della fattura elettronica per ogni operazione in reverse charge. Ogni sotto-codice corrisponde a una specifica casistica di inversione contabile e a un preciso riferimento normativo.
| Codice | Descrizione | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| N6.1 | Cessioni di rottami e altri materiali di recupero | Art. 74 c. 7 e 8 DPR 633/72 |
| N6.2 | Cessioni di oro e argento puro | Art. 17 c. 5 DPR 633/72 |
| N6.3 | Subappalto nel settore edile | Art. 17 c. 6 lett. a DPR 633/72 |
| N6.4 | Cessioni di fabbricati strumentali con opzione IVA | Art. 17 c. 6 lett. a-bis DPR 633/72 |
| N6.5 | Cessioni di telefoni cellulari | Art. 17 c. 6 lett. b DPR 633/72 |
| N6.6 | Cessioni di prodotti elettronici (microprocessori, console, tablet, laptop) | Art. 17 c. 6 lett. c DPR 633/72 |
| N6.7 | Prestazioni nel comparto edile e settori connessi (pulizia, demolizione, installazione, completamento) | Art. 17 c. 6 lett. a-ter DPR 633/72 |
| N6.8 | Operazioni del settore energetico (gas, energia elettrica, certificati verdi) | Art. 17 c. 6 lett. d-bis, d-ter, d-quater DPR 633/72 |
| N6.9 | Altri casi di inversione contabile (residuale) | Art. 17 commi vari e norme speciali |
Codice N6.3 per il subappalto nel settore edile
Il codice N6.3 si applica alle prestazioni di servizi rese da subappaltatori a imprese del settore edile, secondo l’articolo 17, comma 6, lettera a, del DPR 633/72. Per scattare correttamente, l’operazione deve rispettare tre requisiti contemporaneamente: deve esistere un contratto di subappalto (non di appalto diretto), entrambe le imprese (appaltatrice e subappaltatrice) devono operare nel settore costruzioni con codici ATECO della sezione F, e l’attività subappaltata deve essere riconducibile a lavori edili veri e propri.
Ecco qui un esempio:
Costruzioni Lupi Srl si aggiudica un appalto per la costruzione di un capannone industriale. Subappalta la posa in opera della struttura portante in cemento armato a Strutture Bianchini Srl per 35.000 €.
Strutture Bianchini Srl emette fattura a Costruzioni Lupi Srl per la posa della struttura portante (dicitura “Inversione contabile ex art. 17 c. 6 lett. a DPR 633/72”).
Se Costruzioni Lupi appaltasse direttamente al committente finale, senza catena di subappalto, l’operazione uscirebbe dal perimetro dell’N6.3 e tornerebbe al regime IVA ordinario, salvo che ricada nel codice N6.7 per attività specifiche.
Codice N6.7 per l’edilizia e i servizi di pulizia
Il codice N6.7 è quello introdotto con la lettera a-ter dell’articolo 17 c. 6 nel 2015 ed è uno dei più frequentemente utilizzati. Copre quattro categorie di prestazioni: pulizia, demolizione, installazione di impianti (elettrici, idraulici, di condizionamento, antincendio) e completamento (intonaci, pavimenti, rivestimenti, infissi). Tutte queste prestazioni devono essere relative a un edificio, inteso come costruzione coperta isolabile dalle altre.
A differenza dell’N6.3, l’N6.7 non richiede un rapporto di subappalto: si applica anche al committente diretto, purché sia un soggetto passivo IVA. Questo lo rende il codice più rilevante per le imprese di pulizia industriale, manutenzione impianti e completamento edilizio che lavorano direttamente per aziende clienti.
L’errore più comune è usare l’N6.3 quando manca il subappalto. L’N6.7 si applica anche al committente diretto, purché soggetto passivo IVA: non serve una catena appaltatore-subappaltatore.
Ecco qui un esempio:
Pulizie Industriali Forti Srl fornisce a Manifattura Galli Srl il servizio di pulizia mensile di uno stabilimento produttivo per 8.000 €.
Pulizie Industriali Forti Srl emette fattura a Manifattura Galli Srl, committente diretto (dicitura “Inversione contabile ex art. 17 c. 6 lett. a-ter DPR 633/72”).
Codice N6.9 per gli altri casi di inversione contabile
Il codice N6.9 è il sotto-codice residuale che copre tutte le operazioni in reverse charge non riconducibili ai codici specifici da N6.1 a N6.8. Si applica alle casistiche più recenti per le quali non è ancora stato definito un codice dedicato e a fattispecie particolari previste da norme speciali.
Tra le operazioni che ricadono attualmente nell’N6.9 ci sono le prestazioni di trasporto merci e servizi di logistica introdotte dal Decreto Legge 84/2025, l’ampliamento più recente del perimetro del reverse charge italiano. La normativa è entrata in vigore nel 2025 e ha eliminato alcuni vincoli storici (in particolare quelli legati alla prevalenza di manodopera e all’utilizzo di beni strumentali del committente), rendendo il regime applicabile a un numero maggiore di operazioni di trasporto.
Rientrano nell’N6.9 anche operazioni come le cessioni di beni effettuate verso esportatori abituali con dichiarazione d’intento in casi specifici, alcune operazioni assimilate previste da disposizioni transitorie e situazioni di applicazione del reverse charge in deroga richiamate da circolari dell’Agenzia delle Entrate. In tutti questi casi, il consiglio operativo è verificare con il commercialista la corretta riconducibilità all’N6.9 prima di trasmettere la fattura al Sistema di Interscambio.
Applicazione del reverse charge nell’edilizia e nelle pulizie
Edilizia e servizi connessi sono i settori dove il reverse charge si applica più di frequente, ma anche dove gli errori di classificazione sono più comuni. La distinzione tra le diverse fattispecie (subappalto, cessione di beni, prestazione di servizi diretta) determina il codice natura corretto da utilizzare in fattura.
Differenze tra subappalto e cessione di beni
Il subappalto presuppone una catena contrattuale: un committente affida un appalto a un’impresa principale, che subappalta a sua volta tutta o parte dell’attività a un’altra impresa. Il reverse charge in subappalto (N6.3) si applica solo a questo rapporto a tre, e solo se tutte le condizioni di settore sono rispettate. Se l’impresa lavora direttamente per il committente finale senza intermediazione, l’operazione esce dal codice N6.3.
La cessione di beni, anche se relativa al settore edile, segue logiche diverse. La fornitura di soli materiali da costruzione (mattoni, cemento, ferro) senza posa in opera è una cessione di beni in regime IVA ordinario, non rientra nel reverse charge. Il discrimine è la prevalenza: se nel contratto prevale la fornitura del bene rispetto alla prestazione di lavoro, l’operazione è cessione e segue l’IVA ordinaria.
Se prevale la lavorazione e l’installazione, l’operazione può rientrare nel reverse charge sotto N6.3 (subappalto) o N6.7 (servizi edili connessi). La distinzione, in pratica, va valutata caso per caso analizzando il contratto e la fattispecie concreta.
Obblighi per le imprese di pulizia e manutenzione
Le imprese di pulizia e manutenzione che lavorano in edilizia hanno obblighi specifici legati al codice N6.7. Il primo è la corretta classificazione delle prestazioni: la pulizia copre l’edificio inteso come costruzione, non spazi esterni o aree comuni di altro tipo. La pulizia di un piazzale, di una strada o di un’area scoperta non rientra nel reverse charge, secondo la circolare 14/E del 2015 dell’Agenzia delle Entrate. Anche la pulizia di mezzi di trasporto resta fuori dal perimetro.
Il secondo obbligo riguarda la dicitura in fattura: oltre al codice natura N6.7, va riportato in calce “Inversione contabile ex art. 17 c. 6 lett. a-ter DPR 633/72”. L’omissione della dicitura, anche se il codice natura è corretto, può essere contestata in sede di verifica come errore formale. Il terzo obbligo è la verifica della partita IVA del cliente: il reverse charge si applica solo a operazioni B2B verso soggetti passivi. Se il cliente è un privato, l’operazione torna in regime IVA ordinario indipendentemente dal tipo di prestazione resa.
Elenco codici natura IVA dell’Agenzia delle Entrate
I codici natura non si limitano al gruppo N6 del reverse charge: l’Agenzia delle Entrate ha definito sette grandi gruppi che coprono tutte le casistiche in cui l’IVA non viene esposta in fattura per ragioni diverse. Conoscere l’intero quadro aiuta a scegliere il codice corretto in base alla natura dell’operazione e a evitare confusioni tra regimi.
| Gruppo | Tipologia | Esempi principali |
|---|---|---|
| N1 | Operazioni escluse ex art. 15 DPR 633/72 | Rimborsi spese anticipate, somme escluse dalla base imponibile |
| N2.1 | Non soggette IVA per assenza territorialità | Operazioni ex artt. 7-7septies (servizi resi a soggetti UE) |
| N2.2 | Non soggette – altri casi | Operazioni fuori campo IVA per assenza di altri presupposti |
| N3.1 | Non imponibili – esportazioni | Cessioni all’esportazione ex art. 8 lett. a, b DPR 633/72 |
| N3.2 | Non imponibili – cessioni intracomunitarie | Cessioni a soggetti passivi UE |
| N3.3 | Non imponibili – cessioni verso San Marino | Cessioni a operatori sammarinesi |
| N3.4 | Non imponibili – operazioni assimilate alle esportazioni | Cessioni navi, aeromobili, ecc. |
| N3.5 | Non imponibili – dichiarazioni d’intento | Cessioni a esportatori abituali |
| N3.6 | Non imponibili – altre operazioni | Operazioni che non concorrono al plafond |
| N4 | Operazioni esenti | Sanitarie, didattiche, finanziarie, assicurative (art. 10) |
| N5 | Regime del margine – IVA non esposta | Beni usati, opere d’arte, oggetti d’antiquariato |
| N6.1-9 | Inversione contabile | Vedi tabella dettagliata sopra |
| N7 | IVA assolta in altro stato UE | Vendite a distanza, OSS, regime One Stop Shop |
La scelta del codice natura corretto è uno dei punti più tecnici della compilazione del file XML e richiede attenzione. Un software di fatturazione integrato con il Sistema di Interscambio aiuta a non sbagliare il codice, suggerendo automaticamente la natura corretta sulla base della tipologia di operazione e degli articoli inseriti in fattura.
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Sbagliare il codice natura in una fattura elettronica significa rischiare lo scarto del file da parte del Sistema di Interscambio, oppure ricevere contestazioni in sede di verifica anche quando l’integrazione IVA è stata fatta correttamente lato cessionario.
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A cosa corrisponde il codice IVA N6.7?
Il codice IVA N6.7 corrisponde alle prestazioni di servizi nel comparto edile e nei settori connessi: pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento relative a edifici, secondo l’articolo 17, comma 6, lettera a-ter del DPR 633/72. Si applica anche al committente diretto (non solo in subappalto) e copre i servizi resi tra soggetti passivi IVA. La fattura va emessa senza esporre l’IVA, con codice natura N6.7 e dicitura “Inversione contabile ex art. 17 c. 6 lett. a-ter DPR 633/72”.
Quando si usa l’art. 17 comma 6 lettera a?
L’articolo 17 comma 6 lettera a si usa per le prestazioni di servizi rese da subappaltatori a imprese del settore edile, nell’ambito di una catena contrattuale con appaltatore principale e committente. Il codice natura associato è N6.3. L’applicazione richiede tre condizioni cumulative: esistenza di un contratto di subappalto, entrambe le imprese operanti nel settore costruzioni (codici ATECO sezione F) e attività subappaltata riconducibile a lavori edili. Se manca uno dei requisiti, l’operazione torna al regime IVA ordinario o ricade in altre lettere del comma 6.
Cosa scrivere in fattura per il reverse charge?
In fattura per il reverse charge va indicato: l’imponibile senza IVA esposta, il codice natura N6 corretto (da N6.1 a N6.9 in base al tipo di operazione) e la dicitura “Inversione contabile” con il riferimento normativo specifico (es. art. 17 c. 6 lett. a-ter DPR 633/72). Va anche valutato se l’operazione richieda l’assolvimento dell’imposta di bollo, dovuta in alcune casistiche di reverse charge sopra una certa soglia. A differenza dello split payment, dove l’IVA viene esposta normalmente con il codice esigibilità “S”, nel reverse charge l’imposta non compare proprio nel documento.
Quali codici IVA rientrano nella natura N2.2?
La natura N2.2 raggruppa le operazioni non soggette a IVA per casi diversi da quelli previsti dagli articoli da 7 a 7-septies del DPR 633/72 (che ricadono invece in N2.1). Si tratta di operazioni che non hanno tutti i presupposti necessari per essere assoggettate a IVA (soggettivo, oggettivo, territoriale), ma per ragioni residuali non classificabili tra le carenze di territorialità. Esempi tipici sono alcune operazioni gratuite, cessioni di campioni, certi tipi di passaggi interni, operazioni effettuate da soggetti non operanti nell’esercizio d’impresa. Il codice N2.2 è quindi un sotto-codice residuale, da utilizzare quando l’operazione non è soggetta a IVA ma non rientra in nessun’altra categoria specifica.