Il fido bancario è uno strumento di finanziamento a breve termine che permette all’impresa di utilizzare somme superiori alla disponibilità effettiva del conto, “andando in rosso” fino a un tetto massimo concordato.
A differenza di un prestito tradizionale, dove il capitale viene erogato in un’unica soluzione e gli interessi maturano sull’intero importo, il fido offre una riserva di liquidità estremamente flessibile: l’imprenditore acquisisce il diritto di attingere al denaro solo all’occorrenza, pagando gli interessi esclusivamente sulle somme realmente utilizzate e per i giorni di effettivo sconfinamento.
Questa elasticità lo rende la soluzione ideale per coprire i temporanei sfasamenti tra incassi e pagamenti (ad esempio tramite l’anticipo fatture “salvo buon fine”), ma richiede un monitoraggio attento: oltre agli interessi debitori, lo strumento comporta costi fissi come la commissione di disponibilità fondi e rischi concreti legati alla possibile revoca della linea di credito da parte della banca.
Le tipologie di fido: cassa e anticipo SBF
Non esiste un solo modo per ottenere credito a breve termine. Le banche propongono solitamente due forme tecniche principali, che spesso vengono usate insieme dalle aziende:
1. Fido per elasticità di cassa (scoperto di conto)
È la forma più classica. La banca concede un tetto massimo (es. 20.000 euro) che l’azienda può utilizzare liberamente per qualsiasi spesa: bonifici, assegni, stipendi o tasse. Non è legato a garanzie specifiche se non alla solidità generale dell’impresa. È molto flessibile ma ha tassi di interesse generalmente più alti.
2. Fido per anticipo fatture (SBF – salvo buon fine)
In questo caso la linea di credito serve ad anticipare l’incasso di fatture o ricevute bancarie (Ri.Ba.) non ancora scadute. La banca anticipa i soldi all’azienda (solitamente l’80% del valore della fattura) prima che il cliente paghi.
La struttura dei costi: interessi e commissioni
Il fido ha una struttura di costo articolata. Oltre agli interessi, ci sono commissioni fisse che scattano per la semplice messa a disposizione del denaro o in caso di uso eccessivo.
Ecco le tre voci di spesa da monitorare:
- Interessi debitori: si calcolano solo sulla somma utilizzata e per i giorni in cui il conto rimane in rosso.
- Commissione di disponibilità fondi (CDF): è un costo fisso, solitamente trimestrale (es. 0,5%), calcolato sull’intero importo del fido accordato, anche se non viene mai toccato.
- Indennità di sconfinamento (DIF/CIV): scatta solo se l’azienda utilizza più denaro di quello accordato (es. hai un fido di 20.000 euro ma vai sotto di 21.000 euro).
Lo sconfinamento (o extra-fido) avviene quando si supera il limite massimo di credito concesso dalla banca. È una situazione rischiosa che comporta costi molto elevati (penali) e, se prolungata, può portare alla segnalazione in Centrale rischi e alla revoca del fido.
Durata e rischi: fido a revoca vs fido a scadenza
Un altro aspetto decisivo è la durata dell’accordo.
- Fido a scadenza: ha una data di fine prestabilita (es. 12 mesi). La banca non può chiedere i soldi indietro prima della data, salvo gravi inadempienze dell’azienda. Offre maggiore sicurezza ma è più difficile da ottenere.
- Fido a revoca (a tempo indeterminato): non ha una scadenza, ma la banca si riserva il diritto di recedere dal contratto in qualsiasi momento, solitamente con un preavviso molto breve (pochi giorni). È la forma più comune ma anche la più instabile.
Come ottenere un fido: l’istruttoria
La concessione non è automatica. La banca avvia un’istruttoria che dura dai 15 ai 30 giorni per valutare il merito creditizio.
L’istituto analizza i bilanci (per vedere se ci sono utili), i flussi di cassa (per capire se l’azienda può rimborsare) e la storia creditizia.
Sibill per la gestione intelligente della liquidità
Il fido bancario è una risorsa preziosa per gestire gli imprevisti, ma dovrebbe essere usato il meno possibile per evitare costi finanziari eccessivi e il rischio di revoca. L’unico modo per usarlo bene è prevedere con esattezza le esigenze di cassa future.
Sibill supporta le aziende italiane proprio in questo.
La piattaforma integra automaticamente i movimenti bancari e le scadenze delle fatture, offrendo una visione chiara dei flussi di cassa attuali e previsionali.
Grazie a questo monitoraggio, puoi anticipare eventuali carenze di liquidità e decidere in modo strategico se utilizzare il fido, o se intraprendere altre azioni correttive, mantenendo i costi sotto controllo.