Il calcolo del cash flow è il processo con cui si misura la variazione netta di liquidità in un determinato periodo, partendo dai dati contabili disponibili nel bilancio d’esercizio. Esistono due metodi principali per farlo: il metodo diretto, che elenca tutte le entrate e le uscite di cassa reali, e il metodo indiretto, che parte dall’utile operativo e lo rettifica con le poste non monetarie e le variazioni del capitale circolante.
È uno strumento rilevante per chiunque debba valutare la salute finanziaria reale di un’azienda, perché un bilancio può mostrare un utile positivo mentre la cassa è in difficoltà: i due numeri seguono logiche diverse.
In questa guida trovi cos’è il cash flow in contabilità, come si calcola con entrambi i metodi, come leggere i dati dal bilancio e come costruire un modello pratico su Excel.
Il significato di cash flow in contabilità
Il cash flow, o flusso di cassa, è la misura dei movimenti reali di denaro in entrata e in uscita da un’azienda in un dato periodo. A differenza dell’utile, che segue il principio di competenza economica, il cash flow registra solo ciò che si traduce in un effettivo incasso o pagamento sul conto.
Questa distinzione è importante perché utile e liquidità non si muovono in sincrono. Un’azienda può registrare ricavi per competenza in un mese e incassarli tre mesi dopo. Nel frattempo, i fornitori vanno pagati e gli stipendi non aspettano. Per questo motivo, il cash flow è l’indicatore più diretto della capacità di un’azienda di far fronte ai propri impegni finanziari nel breve periodo.
In contabilità, il documento ufficiale in cui viene rappresentata formalmente la dinamica dei flussi di cassa è il rendiconto finanziario, obbligatorio per le società di medie e grandi dimensioni. Il rendiconto distingue i flussi per area: operativa, di investimento e finanziaria, offrendo una visione completa di dove la liquidità viene generata e dove viene assorbita.
Come si calcola il cash flow: metodi e formule
Il cash flow si può calcolare con due approcci distinti. La scelta dipende dalla disponibilità dei dati e dall’uso che si vuole fare del risultato: il metodo diretto è più utile per la gestione operativa, il metodo indiretto è più usato nell’analisi di bilancio.
La formula del metodo diretto
Il metodo diretto costruisce il cash flow elencando tutte le entrate e le uscite di cassa reali nel periodo. La formula base è:
Cash flow operativo · Alfa Manufacturing Srl
Metodo direttoIl vantaggio di questo metodo è la chiarezza: si vede immediatamente da dove arriva la liquidità e dove va. Lo svantaggio è che richiede dati molto granulari, che non sempre sono disponibili direttamente dal bilancio senza una riclassificazione preventiva.
Il calcolo del cash flow con metodo indiretto
Il metodo indiretto parte dall’utile operativo (o dall’EBIT) e lo rettifica per arrivare al flusso di cassa reale. La logica è quella di rimuovere tutte le componenti dell’utile che non hanno generato un movimento di cassa, e di aggiungere quelle che hanno mosso denaro senza passare dal conto economico.
La formula base è:
CASH FLOW OPERATIVO = Utile operativo (EBIT) + Ammortamenti e svalutazioni +/- Variazioni del capitale circolante netto (crediti, debiti commerciali, magazzino) - Imposte pagate
Gli ammortamenti si sommano perché sono costi che riducono l’utile ma non producono uscite di cassa nell’esercizio. Le variazioni del capitale circolante netto possono assorbire o liberare liquidità: un aumento dei crediti verso clienti (più fatture emesse ma non ancora incassate) riduce la cassa disponibile, anche se il conto economico mostra un ricavo. Per approfondire come queste variazioni si calcolano e come interpretarle, la guida sul capitale circolante netto copre il tema in dettaglio.
Ecco qui lo stesso risultato di Alfa Manufacturing Srl calcolato con il metodo indiretto:
Cash flow operativo · Alfa Manufacturing Srl
Metodo indiretto
Il risultato è lo stesso: i due metodi, applicati correttamente agli stessi dati, producono sempre lo stesso valore.
Il calcolo del cash flow da bilancio
Calcolare il cash flow a partire dal bilancio richiede di sapere esattamente dove cercare i dati e come leggerli. Le informazioni necessarie sono distribuite tra conto economico e stato patrimoniale.
L’analisi del conto economico e dello stato patrimoniale
Il conto economico fornisce i dati reddituali di partenza: utile operativo, ammortamenti, svalutazioni e imposte. Per usarli correttamente nel calcolo del cash flow è necessario leggere il documento in modo riclassificato, separando le componenti monetarie da quelle non monetarie. La guida al conto economico spiega come si struttura e come interpretare le singole voci in modo funzionale all’analisi.
Lo stato patrimoniale fornisce invece i dati sulle variazioni del capitale circolante: crediti verso clienti, debiti verso fornitori, magazzino e altre poste correnti. Per calcolare le variazioni, si confrontano i valori di inizio e fine periodo. Un aumento dei crediti verso clienti, ad esempio, indica che l’azienda ha fatturato di più ma incassato di meno rispetto al periodo precedente, riducendo il cash flow disponibile nonostante i ricavi più alti.
Dove trovare i dati nel bilancio
| Dato necessario | Dove trovarlo nel bilancio |
|---|---|
| Utile operativo (EBIT) | Conto economico · risultato operativo |
| Ammortamenti | Nota integrativa o conto economico (voce B10a/b) |
| Crediti verso clienti | Stato patrimoniale attivo · crediti esigibili entro 12 mesi |
| Debiti verso fornitori | Stato patrimoniale passivo · debiti commerciali |
| Rimanenze (magazzino) | Stato patrimoniale attivo · rimanenze |
| Imposte pagate | Conto economico (voce 22) o dichiarazione dei redditi |
| Investimenti (CAPEX) | Nota integrativa · movimenti delle immobilizzazioni |
Per le società che redigono il rendiconto finanziario, la struttura del documento segue già questa logica e fornisce direttamente il cash flow suddiviso per area. Per le società più piccole, che non sono obbligate a redigerlo, il calcolo va costruito manualmente a partire dai dati sparsi nei documenti del bilancio.
Le diverse tipologie di flusso di cassa
Il cash flow non è un unico numero: si articola in tre componenti che misurano aree diverse dell’attività aziendale. Conoscerle permette di capire non solo quanto cash genera un’azienda, ma da dove viene e dove va.
Il flusso di cassa operativo
Il flusso di cassa operativo misura la liquidità generata dall’attività principale dell’azienda, al netto degli investimenti e delle operazioni finanziarie. È l’indicatore più importante per valutare la sostenibilità del modello di attività: un’azienda che genera cash flow operativo positivo in modo consistente è un’azienda che si autofinanzia senza dipendere da prestiti o aumenti di capitale.
Un cash flow operativo negativo non è necessariamente un segnale di crisi, ma va sempre analizzato nel contesto: potrebbe dipendere da una fase di crescita che assorbe capitale circolante, oppure da un problema strutturale nei tempi di incasso. Per approfondire come si calcola e come interpretarlo, la guida sul cash flow operativo copre il tema in dettaglio con la formula completa.
Il calcolo del free cash flow
Il free cash flow (flusso di cassa libero) misura quanta liquidità rimane disponibile dopo che l’azienda ha coperto i propri investimenti in beni strumentali e infrastrutture. Si calcola sottraendo dal cash flow operativo il CAPEX, ovvero le spese in conto capitale necessarie a mantenere o espandere la capacità produttiva.
FREE CASH FLOW = Cash flow operativo - CAPEX
È l’indicatore più usato da investitori e analisti per valutare la capacità di un’azienda di distribuire dividendi, rimborsare debiti o finanziare nuovi investimenti senza ricorrere a fonti esterne. A differenza dell’utile, il free cash flow non può essere manipolato con scelte contabili: o i soldi ci sono o non ci sono. Per approfondire la formula completa e i casi d’uso pratici, la guida sul free cash flow entra nel dettaglio.
Esempio pratico di calcolo cash flow in Excel
Uno schema di calcolo riassuntivo
Cash flow esercizio · Gamma Retail Srl
Metodo indirettoCreare un modello cash flow Excel gratis
Costruire un modello su Excel è possibile partendo dallo schema sopra: una colonna per le voci, una per i valori di periodo e una per le note. Il limite principale di Excel non è la struttura, ma l’aggiornamento: ogni volta che arriva una fattura nuova, un estratto conto o una scadenza, qualcuno deve aprire il file e modificarlo a mano.
Per chi gestisce volumi elevati o vuole un quadro sempre aggiornato senza intervento manuale, la soluzione più efficiente è adottare un software di tesoreria dedicato, che sincronizza movimenti bancari, fatture e scadenze in automatico e produce la vista del cash flow senza che nessuno debba alimentare il foglio.
Calcola il cash flow con Sibill
Calcolare il cash flow da bilancio richiede dati precisi: saldo reale del conto, fatture ancora aperte, pagamenti in uscita, scadenze future. Il problema di chi lo fa su Excel è che questi dati vanno raccolti da fonti diverse, formattati e aggiornati a mano ogni volta che qualcosa cambia.
Sibill li tiene aggiornati in automatico. I movimenti bancari arrivano più volte al giorno tramite open banking, le fatture entrano dall’SDI nel momento in cui vengono emesse o ricevute, e la riconciliazione automatica abbina ogni movimento al documento corrispondente. Il risultato è che i dati di partenza del calcolo, ovvero cosa è già incassato, cosa è in attesa e cosa uscirà nei prossimi giorni, sono sempre precisi senza che nessuno debba aggiornarli.
Domande frequenti
Come si fa a calcolare il cash flow in modo semplice?
Per calcolare il cash flow in modo semplice si usa il metodo diretto: sommare tutti gli incassi del periodo e sottrarre tutte le uscite reali di cassa. Il risultato indica se l’azienda ha generato o consumato liquidità. Per un calcolo più strutturato che parta dal bilancio, si usa invece il metodo indiretto: si prende l’utile operativo, si sommano gli ammortamenti e si rettifica con le variazioni dei crediti, dei debiti e del magazzino.
Dove trovo il cash flow nel bilancio aziendale?
Nel bilancio aziendale il cash flow si trova nel rendiconto finanziario, documento obbligatorio per le società che superano certi parametri dimensionali. Per le società più piccole, che non sono tenute a redigerlo, i dati per calcolarlo si ricavano dal conto economico (utile operativo, ammortamenti, imposte) e dallo stato patrimoniale (variazioni di crediti, debiti e magazzino tra inizio e fine periodo).
Qual è la differenza tra utile e flusso di cassa?
La differenza tra utile e flusso di cassa sta nel principio su cui si basano. L’utile segue il principio di competenza economica: registra ricavi e costi nel periodo in cui si generano, indipendentemente da quando il denaro cambia di mano. Il flusso di cassa segue invece il principio di cassa: conta solo i movimenti reali di denaro. Per questo motivo un’azienda può avere un utile positivo e una cassa in difficoltà allo stesso tempo, se i clienti pagano in ritardo o le scadenze si concentrano in certi periodi.
Come si calcola il flusso di cassa operativo?
Il flusso di cassa operativo si calcola con il metodo indiretto partendo dall’utile operativo, sommando gli ammortamenti e rettificando con le variazioni del capitale circolante (crediti verso clienti, debiti verso fornitori, rimanenze) e sottraendo le imposte pagate nell’esercizio. Con il metodo diretto si ottiene lo stesso risultato sommando direttamente gli incassi dai clienti e sottraendo i pagamenti operativi. I due approcci producono sempre lo stesso valore se i dati di partenza sono corretti.