Lo split payment (o scissione dei pagamenti) è il meccanismo fiscale che divide in due il versamento della fattura: chi acquista paga al fornitore solo l’importo netto, mentre versa l’IVA direttamente allo Stato.
Questo regime è obbligatorio per le operazioni verso la Pubblica Amministrazione e le società quotate controllate dallo Stato. In pratica, la fattura viene emessa con l’IVA esposta normalmente, ma il fornitore incassa solo l’imponibile. A differenza del reverse charge (dove l’IVA non c’è), qui l’imposta esiste ma prende una strada diversa: il netto va all’azienda, l’IVA va all’Agenzia delle Entrate.
L’obiettivo è combattere l’evasione fiscale garantendo che l’imposta arrivi sempre a destinazione. Tuttavia, per le imprese fornitrici questo crea una criticità finanziaria: pagano l’IVA ai propri fornitori ma non la incassano dai clienti pubblici, accumulando crediti verso lo Stato che richiedono una gestione attenta della liquidità.
Il significato e la traduzione di split payment
In italiano, split payment si traduce letteralmente come “pagamento diviso” o “scissione dei pagamenti”. Il nome descrive esattamente la dinamica finanziaria: al momento del saldo, l’importo della fattura viene separato in due flussi distinti.
Da un lato, il cliente versa l’importo netto (l’imponibile) sul conto corrente del fornitore; dall’altro, trattiene l’IVAe la versa direttamente all’Erario.
Ecco qui un esempio:
Se emetti una fattura da 1.000 € + 220 € di IVA (totale 1.220 €), riceverai sul conto solo 1.000 €. I restanti 220 € saranno versati dal tuo cliente allo Stato.
Definizione secondo l’art. 17-ter del DPR 633/72
La norma di riferimento è l’articolo 17-ter del DPR 633/1972. La legge stabilisce che per le forniture a enti pubblici e determinate società, l’obbligo di versare l’IVA ricade sul cliente e non sul fornitore.
I soggetti tenuti ad applicare questa regola sono tassativamente indicati: Stato, Regioni, Province, Comuni, Università, ASL e società quotate controllate dalla PA. Operativamente, il fornitore deve emettere la fattura indicando la dicitura “scissione dei pagamenti”. Il cliente, a quel punto, ha l’obbligo di versare l’imposta entro il giorno 16 del mese successivo.
Come funziona il meccanismo dell’IVA
Per capire l’impatto dello split payment, bisogna guardare al funzionamento standard dell’IVA. Normalmente, un’azienda incassa l’IVA dalle vendite e paga l’IVA sugli acquisti; la differenza viene versata allo Stato.
Ecco qui un esempio:
Compri merce pagando 1.100 € di IVA e vendi incassando 2.200 € di IVA. Versi allo Stato la differenza (1.100 €).
Con lo split payment, questo ciclo si rompe. L’azienda continua a pagare l’IVA ai fornitori (1.100 €), ma non incassa nulla sulle vendite alla PA (0 € invece di 2.200 €).
Risultato:
L’azienda si ritrova a credito verso lo Stato per 1.100 €. Questo credito dovrà essere recuperato tramite rimborso o compensazione, ma nel frattempo l’impresa ha meno liquidità in cassa.
I soggetti coinvolti: a chi si applica
Lo split payment non vale per tutti. Si applica solo quando il cliente rientra in liste specifiche stabilite dalla legge. Possiamo distinguere due categorie principali: la Pubblica Amministrazione e le grandi società partecipate.
La Pubblica Amministrazione e le società quotate
Questi soggetti applicano sempre la scissione dei pagamenti sugli acquisti:
- Enti Pubblici: Stato, Regioni, Province, Comuni, Camere di Commercio, Università pubbliche.
- Sanità: ASL, ospedali pubblici, istituti di ricerca pubblici (IRCCS).
- Società Quotate: Aziende quotate in borsa (indice FTSE MIB) che sono controllate dallo Stato o da enti pubblici.
Attenzione:
Per le società, il requisito fondamentale è essere quotate in borsa.
Ecco qui un esempio:
Un’azienda fa manutenzione per una ASL per 5.000 € + IVA. L’ASL paga solo i 5.000 €. Se i pagamenti tardano, il fornitore rischia di andare in crisi di liquidità, situazione che potrebbe richiedere una procedura di messa in mora per tutelare il credito.
Lo split payment per i professionisti
Anche i professionisti (avvocati, ingegneri, commercialisti) sono soggetti allo split payment quando lavorano per la PA.
La fattura elettronica viene emessa con IVA e la dicitura “scissione dei pagamenti”, ma si incassa solo l’onorario netto.
L’eccezione:
I professionisti in regime forfettario non applicano l’IVA in fattura, quindi per loro lo split payment non esiste.
Per chi è in regime ordinario, invece, il problema finanziario è reale: si paga l’IVA su affitto, software e utenze, ma non la si incassa dai clienti pubblici, generando un credito IVA costante.
I soggetti esclusi dalla scissione dei pagamenti
È importante sapere anche quando non si applica. Sono esclusi dallo split payment:
- Enti privati: Scuole paritarie, fondazioni e associazioni private, anche se ricevono fondi pubblici.
- Società partecipate non quotate: Se una società è controllata dal Comune (es. rifiuti o trasporti) ma non è quotata in borsa, lo split payment non si applica.
- Privati cittadini: Anche se il cliente è un funzionario pubblico, se acquista a titolo personale paga l’IVA normalmente. Inoltre, il regime non vale mai per le operazioni con l’estero.
Esempio pratico di calcolo e fatturazione
Vediamo come compilare correttamente la fattura elettronica.
Supponiamo una consulenza a un Comune per 8.000 € + IVA 22%. Il totale è 9.760 €.
Nella fattura elettronica dovrai indicare:
- Imponibile: 8.000 €
- Aliquota IVA: 22% (imposta 1.760 €)
- Totale documento: 9.760 €
- Esigibilità IVA: “S” (Scissione dei pagamenti)
- Riferimento: “Scissione dei pagamenti ex art. 17-ter DPR 633/72”
Il Comune ti pagherà 8.000 €. I 1.760 € di IVA andranno allo Stato.
Se in quel mese hai speso soldi per l’ufficio pagando 660 € di IVA ai tuoi fornitori, chiuderai il mese con un credito IVA di 660 € (perché non hai incassato l’IVA dal Comune).
Eventuali errori nell’importo imponibile dovranno essere corretti emettendo una nota di debito o di credito.
Esempio di fattura elettronica (più spiegazione)
| Voce | 2023 | 2024 |
|---|---|---|
| Risultato da bilancio | ||
| EBITDA reported | 400.000 € | 320.000 € |
| Rettifiche — eventi non ricorrenti | ||
| Costi di ristrutturazione | — | + 100.000 € |
| Svalutazione straordinaria crediti | — | + 30.000 € |
| Totale rettifiche | — | + 130.000 € |
| EBITDA Adjusted | 400.000 € | 450.000 € ↑ +12,5% |
Il bilancio 2024 mostra un calo apparente (−80.000 €). Normalizzando gli eventi straordinari, la performance operativa è cresciuta del 12,5% rispetto all’anno precedente.
H2 La differenza tra split payment e reverse charge
Spesso confusi, sono due meccanismi opposti:
- Reverse charge (inversione contabile): La fattura è senza IVA. È il cliente a doverla calcolare e registrare (solo contabilmente). È un’operazione neutra: non c’è passaggio di denaro per l’IVA. Spesso richiede l’emissione di un’autofattura per regolarizzare.
- Split payment: La fattura è con IVA. L’imposta c’è, ma viene “scissa” dal pagamento e versata dal cliente. Qui si genera un credito IVA reale per il fornitore. In sintesi: il reverse charge è una partita di giro contabile; lo split payment ha un impatto diretto sulla cassa dell’azienda.
La durata e la scadenza del regime
Lo split payment è una misura eccezionale, autorizzata dall’Unione Europea in deroga alle norme comuni. Introdotto nel 2015, è stato prorogato più volte. Attualmente è in vigore fino al 30 giugno 2027.
Trattandosi di uno strumento molto efficace contro l’evasione, è probabile che venga rinnovato ancora.
Non ci sono scadenze per le singole fatture: valgono i termini normali. Il fornitore gestisce il credito IVA accumulato con i tempi standard: compensazione mensile/trimestrale o richiesta di rimborso annuale.
Gestire lo split payment con Sibill
Il vero problema dello split payment è la gestione della tesoreria: emetti fatture alte (con IVA) ma incassi importi più bassi (senza IVA).
Gestire questi flussi con Excel è rischioso: si perde traccia di quanta IVA si è già pagata ai fornitori e di quanta se ne deve recuperare dallo Stato, rischiando crisi di liquidità improvvise.
Sibill risolve il problema automatizzando il controllo finanziario. Collegando i conti bancari e il software di fatturazione, la piattaforma riconcilia automaticamente i pagamenti e rimborsi in modo preciso.
Scopri di più su sibill.com.