Free Cash Flow, cos’è e quale formula serve per calcolarlo

Free Cash Flow

L’FCF – acronimo di Free Cash Flow – rappresenta un indicatore finanziario molto importante; questo perché, grazie al Free Cash Flow è possibile misurare la solidità finanziaria di un’azienda e la sua abilità nel generare denaro, dopo aver sostenuto tutte le spese necessarie per il funzionamento e la crescita dell’attività. Dall’analisi di questo indicatore, infatti, emergono preziose informazioni per investitori e manager riguardo la capacità dell’azienda stessa di remunerare gli azionisti attraverso il Free Cash Flow to Equity – o FCFE. In questo articolo, esploreremo il significato del termine Free Cash Flow, il motivo per cui è considerato un indice di crescita essenziale e la formula per calcolarlo correttamente.

Cos’è il Free Cash Flow?

Come accennato, il Free Cash Flow rappresenta la quantità di denaro disponibile che un’azienda riesce a ottenere dalle sue attività operative, al netto di tutte le spese di investimento in beni strumentali, capitale circolante e altri costi necessari al funzionamento dell’azienda stessa. In altre parole, l’FCF è il flusso di cassa libero e può essere utilizzato per:

  1. pagare gli azionisti;
  2. ridurre l’indebitamento;
  3. effettuare nuovi investimenti;
  4. riacquistare azioni proprie.

Per questi motivi, l’FCF si rivela un indicatore chiave che riflette la capacità dell’azienda di generare denaro in modo sostenibile e promuovere la crescita a lungo termine.

L’importanza del Free Cash Flow nella valutazione delle imprese

Dunque, il Free Cash Flow è un importante indicatore di crescita poiché fornisce una visione chiara sulla capacità di un’azienda di generare denaro in surplus rispetto alle spese operative.

Questo significa che una società con un FCF positivo possiede una flessibilità finanziaria tale da affrontare periodi di instabilità economica, perseguire nuove opportunità di crescita, acquisire altre aziende o premiare gli investitori attraverso dividendi o riacquisti di azioni.

Al contrario, quando l’FCF è negativo, l’azienda potrebbe dover ovviare, tramite finanziamenti esterni, a un’imminente crisi di liquidità. 

Non è un caso che gli investitori utilizzino, frequentemente, il Free Cash Flow come metrica per valutare la solidità finanziaria e la redditività a lungo termine di un’azienda, per prendere decisioni più mirate. 

Qual è la formula per calcolare correttamente il Free Cash Flow?

La formula più utilizzata per calcolare l’FCF è relativamente semplice in quanto consiste, in sintesi, nella differenza tra le Spese di Investimento e il Cash Flow Operativo.


Free Cash Flow (FCF) = Cash Flow dalle Attività Operative – Spese per gli Investimenti in Capitale (CAPEX)

Nello specifico:

  • il Cash Flow dalle Attività Operative comprende il denaro generato dalle principali attività dell’azienda, come le vendite e i pagamenti dei clienti, dal quale sottrarre il pagamento dei fornitori e altre spese operative;
  • le Spese per gli Investimenti in Capitale – o CAPEX – rappresentano i costi sostenuti per l’acquisizione o l’ampliamento di beni fisici, come attrezzature e macchinari.

Un altro metodo per calcolare, con pari efficacia, l’FCF prevede l’applicazione della seguente formula:

Free Cash Flow (FCF) = Earnings Before Interests and Taxes (EBIT) + Depreciation and Amortization (D&A) – imposte ± variazioni del Capitale Circolante Netto (CCN)

Nello specifico:

  • gli Earnings Before Interests and Taxes – o EBIT – indicano il reddito o utile netto;
  • il Depreciation and Amortization – o D&A – indica gli ammortamenti e le loro svalutazioni;
  • il Capitale Circolante Netto – o CCN – indica le variazioni tra il valore di stato patrimoniale dell’anno di riferimento e quello dell’anno precedente.

Free Cash Flow to Equity (FCFE): una prospettiva per gli azionisti

Una variante importante del Free Cash Flow è il Free Cash Flow to Equity  – o FCFE – che rappresenta il denaro disponibile per gli azionisti, dopo aver coperto tutte le spese e gli investimenti necessari per l’attività.
L’ FCFE è un indicatore prezioso per gli investitori in quanto riflette la quantità di denaro che potrebbe essere loro distribuita sotto forma di dividendi, o utilizzata per riacquistare azioni proprie, aumentando così la partecipazione azionaria di ciascun investitore.

In altre parole, il Free Cash Flow to Equity offre una prospettiva preziosa per gli azionisti, consentendo loro di comprendere il potenziale flusso di denaro che potrebbe essere loro destinato. Per questo, quando si considera il valore di un’azienda, il Free Cash Flow rimane una metrica indispensabile per prendere decisioni informate e strategiche.


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