Differenza tra imposte e tasse aziendali: guida semplice

Le spese fiscali di un’azienda non sono tutte uguali. Essere a conoscenza della differenza tra tassa e imposta è il primo passo da compiere quando si auspica una gestione finanziaria informata e consapevole. Ma quindi: che cos’è una tassa? E cosa definisce, invece, un’imposta? Questo articolo ti aiuterà a fare chiarezza su questo argomento e porre le basi per una strategia di riduzione del carico fiscale che gioverà alla tua azienda.

Che cosa sono le imposte e quali sono le tipologie

Sebbene i termini tassa e imposta siano spesso usati in modo intercambiabile, nell’ambito della gestione fiscale queste due tipologie di tributo presentano diverse applicazioni e implicazioni. Essendo entrambe di natura fiscale, sia imposte che tasse implicano un esborso da parte dell’impresa che deve essere pianificato con lungimiranza, onde evitare impatti troppo negativi sulle casse aziendali. Conoscere la differenza tra le due, insomma, ti permetterà di tutelare la liquidità aziendale.

Come prima cosa, vediamo insieme la loro definizione.

Imposte: qual è la loro definizione?

Le imposte sono contributi finanziari non vincolati a uno specifico servizio. Con il termine imposta intendiamo quindi una somma di denaro dovuta allo Stato che ha l’obiettivo di concorrere al suo corretto funzionamento.

L’entità di un’imposta viene calcolata sulla base del reddito e del patrimonio ma anche, indirettamente, tramite vendite e transazioni. Questo è il motivo per cui le imposte vengono suddivise tra dirette e indirette: in sintesi, le prime vengono versate direttamente allo Stato, mentre le seconde sono richieste ai contribuenti ogni volta che eseguono particolari transazioni, come le accise sulla benzina.

Tra le imposte obbligatorie per le imprese, ricordiamo:

  • IRES, imposta diretta calcolata sul reddito d’impresa, ovvero la differenza tra i ricavi e i costi sostenuti nell’esercizio dell’attività. L’aliquota applicata varia a seconda del tipo di società e del suo fatturato, e può essere soggetta a modifiche attraverso leggi fiscali;
  • IRAP, imposta calcolata sul valore aggiunto prodotto dall’attività economica svolta. Varia a seconda della regione in cui l’attività è situata e la sua aliquota può variare anche in base al settore di attività e al fatturato dell’azienda;
  • IMU, imposta locale applicata sui possedimenti immobiliari situati sul territorio comunale. Questa imposta riguarda sia i fabbricati – come case, uffici, negozi – che i terreni. L’IMU è calcolata in base al valore catastale degli immobili e all’aliquota stabilita dal comune. Può essere soggetta a revisioni annuali da parte degli enti locali;
  • IVA, imposta indiretta applicata sul valore aggiunto generato dalla produzione e dalla distribuzione di beni e servizi. È pagata dai consumatori finali e incassata dal venditore, che la versa al governo. L’aliquota standard dell’IVA può variare da paese a paese e può anche esserci un’aliquota ridotta per alcuni beni e servizi considerati di prima necessità.

Tasse: qual è la loro definizione?

A differenza delle imposte, le tasse sono esborsi di denaro obbligatori che prevedono, in cambio, un servizio specifico. Un esempio di tassa è la TARI, una tassa che le aziende italiane pagano periodicamente per la gestione dei rifiuti.

In altre parole, pagare la TARI vuol dire finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Con le dovute distinzioni, possiamo affermare che le tasse sono obbligatorie sia per i cittadini privati che per le imprese. È ovvio che un’impresa non dovrà sovvenzionare una tassa scolastica e che, allo stesso tempo, un privato non avrà – salvo particolarissime eccezioni – l’obbligo di pagare una tassa sull’occupazione del suolo pubblico.

Altre tipologie di tassa

Come accennato, le tasse aziendali rappresentano prelievi finanziari obbligatori imposti dalle autorità locali o nazionali sulle attività commerciali. Queste tasse possono variare notevolmente a seconda della giurisdizione e delle leggi fiscali vigenti. Di seguito, definiamo alcuni esempi di tasse:

Tasse di concessione e licenze

Le tasse di concessione e licenze sono pagamenti richiesti alle imprese per ottenere determinati permessi o licenze necessari per svolgere specifiche attività commerciali. Per esempio, un’azienda che desidera operare in un settore regolamentato potrebbe dover pagare una tassa di licenza per ottenere l’autorizzazione governativa.

Tasse ambientali

Le tasse ambientali sono imposte sulle imprese che generano rifiuti o inquinano l’ambiente. Queste tasse sono progettate per incentivare pratiche commerciali sostenibili e ridurre l’impatto ambientale delle attività economiche. Le imprese possono essere soggette a tasse ambientali in base alla quantità di inquinanti prodotti o alle risorse naturali utilizzate.

Altre tasse specifiche

Oltre alle categorie sopra menzionate, esistono molte altre tipologie di tasse aziendali. Queste possono includere tasse sulle proprietà immobiliari, sulle vendite e sulle transazioni finanziarie. Le autorità fiscali possono inoltre istituire nuove tasse o modificare quelle esistenti in risposta a cambiamenti nelle esigenze economiche o sociali.

Le differenze principali tra tasse e imposte

Vediamo insieme quali sono gli aspetti che distinguono queste due tipologie di contributo.

Base di applicazione

Una differenza significativa tra tasse e imposte riguarda la base di applicazione. Le imposte sono generalmente basate sul reddito, sulla ricchezza o sulle transazioni economiche di un’azienda. Le tasse, invece, possono essere applicate su specifiche attività, transazioni o proprietà.

Scopo e destinazione dei fondi

Le imposte sono utilizzate per finanziare le spese pubbliche generali, come istruzione, sanità e infrastrutture, mentre le tasse possono essere destinate a scopi più specifici. Per esempio, le tasse ambientali sono progettate per finanziare programmi di protezione ambientale e incentivi per le imprese ecologicamente sostenibili.

Responsabilità e raccolta

Le imposte sono generalmente gestite e riscosse dal governo centrale o locale, mentre le tasse possono essere amministrate da enti diversi o agenzie governative specifiche. Per esempio, le tasse di concessione per determinate attività commerciali possono essere raccolte dall’autorità locale competente.

Flessibilità e variazioni

Le imposte sono soggette a revisioni periodiche tramite leggi fiscali annuali e sono più difficili da modificare a breve termine. Le tasse, d’altra parte, possono essere adattate più rapidamente per rispondere alle esigenze economiche e sociali mutevoli. Per esempio, le autorità fiscali possono istituire nuove tasse o modificare le aliquote delle tasse esistenti per incentivare determinati comportamenti o settori industriali.

Modalità di pagamento

Le imposte vengono calcolate ogni anno, ma il loro pagamento tramite F24 è richiesto in due tranche – una a giugno e una a novembre – secondo il sistema di acconto e saldo. Le tasse, invece, vengono pagate una tantum ogni anno, o al massimo divise in piccoli versamenti periodici, se il tipo di tributo lo consente: la Tari, per esempio, può essere rateizzata in tre parti, mentre il bollo auto aziendale deve essere saldato in un’unica transazione.

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In sintesi, sebbene spesso utilizzati in modo intercambiabile, le imposte e le tasse aziendali sono concetti distinti che hanno implicazioni finanziarie e fiscali diverse. Comprendere le differenze tra di esse è fondamentale per una gestione aziendale efficace e per garantire il rispetto delle normative fiscali pertinenti. L’implementazione di una strategia fiscale oculata può aiutare le imprese a ottimizzare la propria situazione finanziaria e a mantenere la conformità con le leggi fiscali vigenti.

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