La fattura con split payment è una fattura normale con IVA, ma con una particolarità : il cliente (PA o altro ente soggetto) paga solo l’imponibile al fornitore, mentre versa l’IVA direttamente allo Stato. Serve una dicitura specifica nella fattura e un codice particolare nel file XML della fattura elettronica.
Emettere correttamente una fattura con split payment non è complicato, ma richiede attenzione a tre elementi: indicare l’IVA normalmente (anche se non la incassi), inserire la dicitura obbligatoria “scissione dei pagamenti” e usare il codice esigibilità “S” nel file XML per segnalare al sistema che l’IVA viene versata dal cliente.
Sbagliare la fattura con split payment ha conseguenze: il cliente potrebbe rifiutarla, l’IVA potrebbe non essere versata correttamente e potresti avere problemi nella liquidazione periodica. In questa guida vediamo passo per passo come fare una fattura con split payment corretta, con esempi pratici e i codici da usare.
Cos’è il meccanismo della scissione dei pagamenti
Prima di vedere come si fa la fattura, capiamo bene come funziona lo split payment e quando si applica.
Il funzionamento dell’art. 17-ter del DPR 633/72
Lo split payment è regolato dall’articolo 17-ter del DPR 633/1972. Il meccanismo è questo: quando vendi a certi enti pubblici, emetti fattura con IVA come sempre, ma l’ente paga solo l’imponibile e versa l’IVA direttamente all’Erario.
Il funzionamento pratico è il seguente.
Tu fornitore:
- Emetti fattura con IVA (esempio: 1.000 € + 220 € IVA = 1.220 € totale).
- Incassi dal cliente PA: 1.000 € (solo imponibile).
- Non incassi i 220 € di IVA.
- Dichiari i 220 € nella liquidazione IVA ma non li versi (li ha già versati il cliente).
Il cliente PA:
- Riceve la fattura con IVA indicata.
- Ti paga 1.000 € (solo imponibile).
- Versa all’Erario i 220 € di IVA con modello F24.
La differenza tra split payment e reverse charge
Sono due meccanismi diversi che spostano l’obbligo IVA, ma funzionano in modo opposto. A differenza dello split payment dove l’IVA è indicata e versata dal cliente, nel reverse charge l’obbligo ricade sul destinatario che riceve una fattura senza IVA, e deve spesso ricorrere all’emissione di un’autofattura per integrare il documento.
- Split payment: la fattura ha l’IVA indicata. Il fornitore la emette, il cliente paga solo il netto e versa l’IVA allo Stato senza poterla detrarre.
- Reverse charge: la fattura è senza IVA (solo imponibile) con dicitura “inversione contabile”. Il cliente si autofattura l’IVA, la versa e la detrae contemporaneamente (impatto zero).
Quando si applica lo split payment
Non tutte le fatture rientrano in questo regime. Vediamo esattamente quando si applica.
I rapporti con la Pubblica Amministrazione
Lo split payment si applica automaticamente quando il cliente è un ente pubblico:
- PA centrale: Ministeri, Agenzie fiscali (Entrate, Dogane), Enti previdenziali (INPS, INAIL), Forze armate, Istituti di ricerca.
- PA locale: Regioni, Province, Comuni, ASL, Ospedali, Università e Scuole pubbliche, Camere di commercio.
Le società quotate e gli altri soggetti inclusi
Oltre alla PA, lo split payment si applica anche a:
- Società controllate dalla PA: partecipate dirette dello Stato, Regioni, Comuni (es. Poste Italiane, RAI).
- Società quotate FTSE MIB: le grandi aziende della Borsa Italiana incluse in questo specifico indice.
Per sapere se un cliente rientra in queste categorie, puoi consultare gli elenchi ufficiali aggiornati sul sito del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze).
I casi di esclusione dal regime
Non applichi lo split payment in questi casi:
- Operazioni già in reverse charge.
- Operazioni esenti IVA o non imponibili.
- Se sei nel regime forfettario (non applichi l’IVA alla fonte).
- Se sei un libero professionista soggetto a ritenuta d’acconto.
Esempio pratico di fattura con split payment
Vediamo passo per passo come compilare correttamente il documento.
Il calcolo dell’imponibile e dell’imposta
Il calcolo è identico a una fattura normale. L’unica differenza è che non incassi l’IVA.
Ecco qui un esempio:
La Sigma Consulting Srl fornisce servizi all’Agenzia delle Entrate.
- Imponibile: 3.000,00 €
- Aliquota IVA 22%: 660,00 €
- Totale documento: 3.660,00 € Importante: l’IVA va calcolata e mostrata normalmente, anche se non la incassi.
La dicitura obbligatoria da inserire nel documento
La fattura deve contenere obbligatoriamente un avviso per il cliente. Senza questa dicitura la fattura è irregolare e potrebbe essere rifiutata.
La frase da inserire (nelle note o a piè di pagina) è:
“Scissione dei pagamenti ai sensi dell’art. 17-ter del DPR 633/72”
Se dimentichi la dicitura, il cliente PA bloccherà il pagamento. In quel caso dovrai correggere l’errore emettendo una nota di credito per annullare il documento e riemettere la fattura corretta.
Fac simile del totale da incassare
La parte finale della fattura deve chiarire quanto incasserai. Il fatto che il fornitore incassi solo l’imponibile e non l’IVA riduce di fatto le entrate immediate, richiedendo una più attenta gestione della liquidità per far fronte agli impegni correnti.
Nel riepilogo totali apparirà così:
- Totale fattura: 3.660,00 €
- Split payment (IVA versata dal cliente): -660,00 €
- Netto a pagare: 3.000,00 €
Il cliente farà un bonifico a te di 3.000 € e un versamento F24 allo Stato di 660 €.
Lo split payment nella fattura elettronica
La fattura elettronica richiede la compilazione precisa del file XML per segnalare la scissione al sistema.
La compilazione del file XML per l’Agenzia delle Entrate
Il file XML ha campi specifici. Il consiglio migliore è utilizzare un software di fatturazione aggiornato che, una volta selezionata l’opzione split payment, compili in automatico il campo tecnico dell’esigibilità IVA, evitando scarti da parte del Sistema di Interscambio (SdI).
Il codice natura IVA e l’esigibilità dell’imposta
Nel file XML, la fattura si compila così:
- AliquotaIVA: 22.00
- Imponibile: 3000.00
- Imposta: 660.00
- Natura: NON compilare nulla. I codici natura (come N6) si usano solo se l’IVA è a zero. Qui l’IVA c’è, quindi il campo resta vuoto.
Il vero campo cruciale è un altro:
- EsigibilitaIVA: inserisci la lettera “S” (che sta per Split Payment).
La gestione contabile per il fornitore
Emettere questa fattura cambia le tue registrazioni contabili.
La registrazione della fattura emessa
Quando emetti il documento, devi annotare correttamente l’operazione in prima nota. Il credito verso il cliente viene aperto per il totale, ma chiuso contestualmente per la parte IVA:
Il trattamento dell’IVA a debito e a credito
Questo meccanismo può creare grossi problemi finanziari. Poiché incassi zero IVA sulle vendite (split payment) ma continui a pagare normalmente l’IVA sugli acquisti ai tuoi fornitori, ti ritroverai sistematicamente a credito con lo Stato.
Accumulare un credito IVA strutturale blocca i tuoi soldi. In queste situazioni, oltre a chiedere il rimborso IVA trimestrale, è fondamentale valutare strumenti come l’anticipo fatture per smobilizzare velocemente i crediti che vanti verso la Pubblica Amministrazione e recuperare i fondi per operare.
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Domande frequenti
Chi paga l’IVA con lo split payment?
L’IVA la paga il cliente (la Pubblica Amministrazione o l’ente soggetto al regime), non il fornitore. Tu emetti la fattura con l’IVA indicata normalmente, ma il cliente ti paga solo l’imponibile netto. Successivamente, il cliente versa l’importo dell’IVA direttamente allo Stato tramite modello F24.
Quale codice IVA usare per lo split payment?
Nel file XML della fattura elettronica devi usare il codice “S” nel campo EsigibilitaIVA. NON devi usare alcun codice Natura (es. N6) perché l’imposta c’è e va indicata. Compili normalmente l’Aliquota (es. 22%), l’Imponibile e l’Imposta, e aggiungi la “S” per segnalare la scissione dei pagamenti.
Come funziona il meccanismo contabilmente?
Contabilmente registri la fattura con una doppia rilevazione: un credito verso il cliente per il solo imponibile e un credito verso l’Erario per l’IVA che il cliente verserà al posto tuo. Nella liquidazione periodica, l’IVA a debito viene bilanciata dal credito verso l’Erario, portando l’effetto netto a zero per l’azienda fornitrice.
I professionisti sono soggetti allo split payment?
No. A partire dal 14 luglio 2018 (con il Decreto Dignità ), i liberi professionisti soggetti a ritenuta d’acconto (es. avvocati, ingegneri, commercialisti, medici) sono stati esclusi dal meccanismo dello split payment. Pertanto, se sei un professionista e fatturi a una scuola o a un Comune, applichi e incassi regolarmente l’IVA come faresti con un cliente privato.
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