Una nota di credito già trasmessa allo SdI non si può cancellare. Se contiene un errore, che si tratti di un importo sbagliato, di una causale errata o di dati del cliente non corretti, l’unica strada è emettere un documento correttivo che ne neutralizzi gli effetti.
Il meccanismo è meno intuitivo rispetto alla correzione di una fattura ordinaria, perché richiede di ragionare in direzione opposta: se la nota di credito ha ridotto un importo che non andava ridotto, bisogna aumentarlo di nuovo con un documento specifico.
Questa guida spiega come farlo correttamente, quali strumenti usare e come evitare di creare ulteriori incongruenze nei registri.
La nota di credito errata: come rimediare
Quando ci si accorge che una nota di credito contiene un errore, il primo passo è capire la natura del problema, perché la soluzione dipende dal tipo di sbaglio.
Gli errori più comuni sono:
- importo superiore al dovuto (si è stornato più del necessario)
- importo inferiore al dovuto (lo storno era insufficiente)
- dati del cliente errati (ragione sociale, partita IVA, codice fiscale)
- causale sbagliata o incompleta
- aliquota IVA non corretta
- riferimento alla fattura originale sbagliato o assente
Nei casi in cui l’errore riguarda i dati anagrafici o il riferimento alla fattura, la nota di credito va stornata completamente e riemessa in modo corretto. Nei casi in cui l’errore è solo sull’importo, si può intervenire in modo mirato senza necessariamente annullare l’intero documento.
In nessun caso è possibile modificare o richiamare una nota di credito già accettata dallo SdI. Il sistema non prevede questa funzionalità: ogni correzione richiede l’emissione di un nuovo documento.
La nota di debito per annullare la nota di credito
Lo strumento corretto per stornare una nota di credito errata è la nota di debito, un documento fiscale che produce l’effetto opposto: aumenta il debito del cliente invece di ridurlo. Nel sistema della fatturazione elettronica si trasmette con tipo documento TD05.
La logica è questa: se la nota di credito ha ridotto un credito di 500 € che in realtà non doveva essere ridotto, la nota di debito ripristina quei 500 € e riporta la situazione allo stato originale. I due documenti si compensano a vicenda nei registri IVA e nella contabilità del cliente.
Per capire come funziona questo strumento nel dettaglio, quando va emesso e quali effetti produce sui registri fiscali, la guida sulla nota di debito copre tutte le casistiche.
La nota di debito deve contenere:
- dati del cedente e del cessionario
- tipo documento TD05
- riferimento alla nota di credito errata (numero e data)
- riferimento alla fattura originale a cui la nota di credito si riferiva
- importo da ripristinare con relativa IVA
- causale che spiega la correzione
Ecco qui un esempio:
Come stornare una nota di credito errata con una nota di debito
In questo caso, per stornare la nota di credito errata, Alfa Manufacturing emette una nota di debito di 400 € con causale: «Rettifica nota di credito n. NC/2025/003 del 15/04/2025, importo eccedente rispetto all’accordo». Di conseguenza, il cliente torna a dover pagare i 400 € stornati per errore, e i registri IVA si riallineano alla situazione corretta.
Le tipologie di storno
La nota di credito a storno parziale
Lo storno parziale riguarda una parte dell’importo di una fattura originale. La nota di credito riporta solo la quota da rettificare, lasciando valida la parte restante.
È la situazione più comune nel commercio di beni fisici (reso parziale di merce), nelle consulenze (servizio erogato in misura inferiore al pattuito) e nei casi in cui si applica uno sconto a posteriori su alcune voci ma non su tutte.
Nella compilazione, lo storno parziale richiede particolare cura nella descrizione: è necessario indicare a quale riga o voce della fattura originale si riferisce la rettifica, in modo che sia chiaro cosa resta valido e cosa viene annullato. Senza questa indicazione, il documento è formalmente corretto ma crea ambiguità in sede di controllo o riconciliazione.
Ecco qui un esempio:
Quando lo storno copre solo una voce della fattura: il caso Omega Shop Srl
In questo caso si emette una nota di credito a storno parziale della sola Riga 2 «Formazione non erogata». Di conseguenza, la Riga 1 della fattura originale rimane valida e mantiene tutti i suoi effetti contabili.
La nota di credito a storno totale
Lo storno totale annulla completamente la fattura originale. La nota di credito riprende tutti gli importi del documento originale e li azzera integralmente.
Si usa quando l’errore è talmente pervasivo da rendere l’intera fattura non valida: dati anagrafici sbagliati, oggetto della prestazione errato, duplicazione di un documento già emesso, o fatturazione di un servizio mai erogato.
Dopo uno storno totale, se la fattura andava emessa ma con dati diversi, si procede con una nuova emissione corretta. La nuova fattura ha una data e un numero progressivo propri e non ha nessun collegamento formale con quella stornata, anche se è buona pratica indicare nella descrizione che si tratta di una riemissione.
Ecco qui un esempio:
Quando lo storno annulla l’intera fattura: il caso Rossi Forniture Srl
Fattura originale errataIn questo caso si emette una nota di credito a storno totale per errore nei dati cliente. Successivamente, viene riemessa una nuova fattura con numerazione e data proprie, mantenendo invariato l’importo originale.
Gestisci le correzioni con Sibill
Correggere una nota di credito richiede di tenere traccia di più documenti in relazione tra loro: la fattura originale, la nota di credito errata, la nota di debito correttiva e, se necessario, la nuova nota di credito. Su Sibill tutti questi documenti vengono collegati e archiviati in modo che la catena di correzioni sia sempre ricostruibile.
Affidarsi a un software di fatturazione che gestisce i riferimenti tra documenti riduce il rischio di nuovi errori nella compilazione e garantisce che ogni documento correttivo sia trasmesso allo SdI con i dati giusti.
Domande frequenti
Come si storna una nota di credito?
Per stornare una nota di credito già trasmessa allo SdI bisogna emettere una nota di debito con codice TD05, perché una nota di credito già accettata non può essere modificata o ritirata. La nota di debito riporta lo stesso importo della nota di credito errata e i due documenti si compensano, riportando la situazione allo stato precedente. Se invece lo storno è parziale, la nota di debito riporta solo la differenza tra quanto stornato e quanto avrebbe dovuto essere stornato.
Cosa significa stornare con una nota di credito?
Stornare con una nota di credito significa emettere un documento fiscale (TD04) che riduce o azzera il valore di una fattura già emessa. Lo storno può essere totale, quando annulla l’intera fattura, oppure parziale, quando rettifica solo una parte dell’importo. In entrambi i casi, il risultato è una variazione in diminuzione nei registri IVA e nella posizione creditoria verso il cliente.
Quale documento storna la nota di credito?
La nota di credito viene stornata dalla nota di debito (TD05), il documento fiscale che produce l’effetto opposto: aumenta il debito del cliente invece di ridurlo. Nei casi in cui la nota di credito era invece inferiore al necessario, si emette una seconda nota di credito per la differenza mancante, senza bisogno di passare per la nota di debito.
Come emettere una nota di credito a storno totale?
Per emettere una nota di credito a storno totale si compila un documento TD04 con lo stesso importo della fattura originale, mantenendo invariati base imponibile, aliquota IVA e struttura. Nella descrizione vanno indicati il numero e la data della fattura stornata e la causale del totale annullamento. Successivamente, se la fattura andava riemessa con dati corretti, si procede con una nuova emissione separata, con numerazione e data proprie.