Pagare un F24 online significa versare imposte, tributi e contributi in modo digitale, senza recarsi allo sportello, usando l’home banking della propria banca, i servizi web dell’Agenzia delle Entrate oppure un’app da smartphone. Il modello F24 è il documento unificato con cui in Italia si versano la maggior parte delle somme dovute al Fisco e agli enti previdenziali, dall’IVA all’IMU fino ai contributi INPS.
La regola di base è semplice: chi ha una partita IVA è obbligato al pagamento telematico, mentre i privati possono ancora scegliere anche i canali fisici, salvo quando l’F24 contiene compensazioni.
In questa guida vediamo tutti i modi per pagare un F24, online e allo sportello, come funzionano i modelli predeterminato e semplificato, e come versare i tributi più comuni come IMU, TARI e contributi previdenziali.
Un F24 si paga online con tre canali: home banking della banca, servizi F24 web e F24 online dell’Agenzia delle Entrate, o app da smartphone.
Per i titolari di partita IVA il pagamento telematico è obbligatorio. Lo è anche per chiunque presenti un F24 con crediti in compensazione o con saldo pari a zero.
I privati senza compensazioni possono ancora pagare in forma cartacea in banca, alla posta o dai tabaccai convenzionati.
Come pagare un F24 online
Il pagamento online di un F24 avviene attraverso tre canali principali: l’home banking della propria banca, i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web e F24 online) e le app bancarie da smartphone. Tutti e tre addebitano l’importo direttamente sul conto corrente e restituiscono una ricevuta con protocollo telematico che vale come prova del versamento.
Per i titolari di partita IVA il canale telematico non è una scelta ma un obbligo. Come chiarisce l’Agenzia delle Entrate, tutti i titolari di partita IVA devono presentare l’F24 esclusivamente con modalità telematiche.
La digitalizzazione dei versamenti fiscali, del resto, rientra in una più ampia gestione di incassi e pagamenti che permette all’impresa di tenere sotto controllo i flussi finanziari in un unico posto.
| Home banking | App da cellulare | Sempre validoF24 web Agenzia | |
|---|---|---|---|
| Chi lo può usare | Chi ha un conto abilitato | Chi ha l’app della banca | Tutti i contribuenti |
| F24 con compensazione | No | No | Sì |
| Cosa serve | Credenziali del conto | App e riconoscimento | SPID, CIE o CNS |
| Costo | In genere gratuito | In genere gratuito | Gratuito |
Pagamento tramite home banking
L’home banking è il modo più diffuso per pagare un F24 online. Dopo l’accesso all’area riservata del proprio conto, si seleziona la sezione dedicata ai pagamenti fiscali, si compila il modello (o si inseriscono i dati precompilati) e si autorizza l’addebito con le credenziali di sicurezza.
Il sistema genera una ricevuta con il protocollo telematico che prova il versamento. C’è però un limite importante da conoscere: l’home banking si può usare solo se non ci sono crediti da portare in compensazione, come specifica l’Agenzia delle Entrate.
L’integrazione tra conti bancari e servizi digitali per il pagamento dei tributi è oggi facilitata dalle normative europee sulla condivisione dei dati, in particolare da Open Banking e PSD2, che consentono a piattaforme terze di dialogare in modo sicuro con le banche.
Servizi F24 web dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione due strumenti gratuiti: F24 web e F24 online. Si accede all’area riservata del sito dell’Agenzia con SPID, CIE o CNS, si compila il modello direttamente a schermo e si indica il conto corrente su cui addebitare l’importo.
F24 web permette di compilare e trasmettere il modello direttamente, senza scaricare alcun software, e fa risparmiare sulle spese di versamento bancarie e postali, come descrive la scheda ufficiale dell’Agenzia. F24 online prevede invece l’invio di un file predisposto tramite software.
Un vantaggio pratico da tenere a mente: l’addebito effettivo sul conto avviene alla data di scadenza indicata, anche se la richiesta viene trasmessa in anticipo. In pratica, puoi predisporre il pagamento con giorni di margine senza anticipare l’uscita di cassa.
Un’identità digitale: SPID, CIE (Carta di identità elettronica) o CNS (Carta nazionale dei servizi) per accedere all’area riservata.
Un conto corrente: l’IBAN su cui addebitare l’importo, se il modello ha un saldo a debito.
I dati del tributo: codice tributo, anno di riferimento e importo di ogni somma da versare.
Pagamento da cellulare tramite app
Molte banche permettono di pagare l’F24 anche dalla propria app, replicando il flusso dell’home banking in versione mobile. Si compila o si richiama il modello, si controllano gli importi e si conferma con l’impronta digitale o il riconoscimento facciale.
Anche in questo caso vale il limite della compensazione: senza crediti da compensare, l’app bancaria è perfetta per i versamenti rapidi. Il vantaggio del canale mobile è la velocità, perché si paga in pochi tap, ovunque ci si trovi, senza dover accendere il computer.
F24 predeterminato e semplificato
Oltre al modello ordinario esistono due varianti: l’F24 predeterminato (o precompilato), già predisposto dall’ente creditore con importi e codici tributo, e l’F24 semplificato, una versione ridotta usata soprattutto per i tributi locali. Entrambi si pagano con gli stessi canali online del modello ordinario.
Vale la pena ricordare che l’F24 non serve solo per i versamenti a debito, ma anche per la compensazione. Eventuali somme a credito, come un credito d’imposta maturato, possono ridurre o azzerare quanto dovuto nello stesso modello.
Grazie alla compensazione paghi solo il saldo netto tra quello che devi e i crediti che hai maturato. Attenzione però: appena in un F24 compare una compensazione, il pagamento telematico diventa obbligatorio per tutti, anche per i privati senza partita IVA.
Come pagare l’F24 predeterminato
L’F24 predeterminato arriva già compilato dall’ente (ad esempio il Comune per la TARI). Il contribuente deve solo verificare i dati, controllare l’importo e autorizzare il pagamento tramite home banking o servizi dell’Agenzia.
Poiché i codici tributo e le somme sono già inseriti, il rischio di errore è minimo. Basta assicurarsi che il modello sia intestato correttamente e che l’importo corrisponda a quanto comunicato dall’ente.
Pagamento del modello F24 semplificato online
L’F24 semplificato ha una struttura più snella, con un unico riquadro che raccoglie erario, INPS, Regioni ed enti locali. È molto usato per versare IMU, TARI e altri tributi comunali.
Si paga online esattamente come il modello ordinario, anche tramite il servizio F24 web dedicato dell’Agenzia. Si compila (o si richiama il precompilato), si indica il conto e si conferma. La ricevuta telematica vale come prova del versamento.
Il modello semplificato raccoglie in un solo riquadro erario, INPS, Regioni ed enti locali. Ecco come si presenta il versamento di un acconto IMU.
Dove pagare il modello F24 fisicamente
Chi non è titolare di partita IVA può ancora pagare l’F24 in forma cartacea, presso sportelli bancari, uffici postali e alcuni tabaccai convenzionati. Il pagamento fisico è ammesso solo per i privati e solo quando il modello non contiene crediti in compensazione.
Attenzione però: se l’F24 presenta una compensazione (cioè crediti che riducono l’importo dovuto), oppure ha saldo pari a zero, il pagamento telematico diventa obbligatorio per tutti, privati compresi.
Se l’F24 contiene una compensazione o ha saldo pari a zero, il pagamento cartaceo non è ammesso. In questi casi il canale telematico è obbligatorio per tutti, anche per i privati.
Sportelli bancari e uffici postali
Presso lo sportello bancario si consegna il modello cartaceo compilato e si paga in contanti, con addebito sul conto o con assegno. L’operatore restituisce la quietanza timbrata che prova il versamento.
Negli uffici postali il funzionamento è analogo: si presenta l’F24 allo sportello e si salda l’importo, anche tramite carta Postamat o Postepay. È un’opzione comoda per chi non ha dimestichezza con i canali digitali.
Tabaccai e punti vendita autorizzati
Alcuni tabaccai e ricevitorie abilitati ai servizi di pagamento consentono di versare l’F24, di norma tramite circuiti come Banca 5 o servizi analoghi. Il servizio può prevedere una piccola commissione.
Anche in questo caso il canale è riservato ai privati e ai modelli senza compensazione. Conviene verificare in anticipo che il punto vendita accetti gli F24, perché non tutti i tabaccai offrono il servizio.
Versamento di IMU, TARI e contributi previdenziali
L’F24 è il modello con cui si versano sia i tributi locali come IMU e TARI, sia i contributi previdenziali a INPS e INAIL. Comprendere la corretta nomenclatura aiuta a compilare bene il modello: è utile chiarire la differenza tra imposte e tasse, perché IMU, TARI e contributi hanno natura diversa e codici tributo distinti.
Come pagare IMU e TARI con F24
L’IMU si versa con F24 usando i codici tributo del Comune di riferimento e va indicato se si tratta di acconto o saldo. La TARI, invece, arriva spesso come F24 predeterminato inviato dal Comune, quindi già compilato.
Ecco qui un esempio:
Alfa Manufacturing Srl paga l’acconto IMU del proprio capannone. Compila l’F24 con il codice tributo dell’immobile, l’anno di riferimento e l’importo dovuto, poi lo versa dall’home banking aziendale.
Pagamento di contributi INPS e INAIL
I contributi INPS (ad esempio quelli della Gestione Separata o dei collaboratori) si versano con F24 indicando la sezione INPS, la causale contributo, la matricola o il codice fiscale e il periodo di riferimento. Anche i premi INAIL seguono lo stesso modello.
Per artigiani, commercianti e professionisti iscritti alle gestioni INPS, il pagamento telematico è la norma. Il modello unifica in un solo documento imposte e contributi, così si versa tutto insieme con un’unica operazione.
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Noi di Sibill sappiamo quanto sia dispersivo, per una PMI, gestire scadenze fiscali, F24 e pagamenti da interfacce diverse.
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Un F24 non intestato va prima completato con i dati anagrafici e il codice fiscale del contribuente, perché senza intestazione il modello non è valido. Una volta inseriti i dati identificativi, si paga con i canali ordinari: home banking, servizi dell’Agenzia delle Entrate o app. Se l’F24 contiene compensazioni, il pagamento telematico è obbligatorio.
No, l’F24 non si paga con PagoPA. Si tratta di due sistemi distinti: PagoPA gestisce pagamenti verso la Pubblica Amministrazione come multe, ticket sanitari e alcune tasse scolastiche, mentre l’F24 versa imposte e contributi tramite banca, Agenzia delle Entrate o sportelli fisici. Per l’F24 vanno quindi usati i canali telematici bancari o dell’Agenzia.
Se il modello F24 è scaduto, si può regolarizzare il versamento tramite ravvedimento operoso, pagando l’imposta dovuta più una sanzione ridotta e gli interessi legali, tanto più bassi quanto prima si rimedia. Per quantificare esattamente quanto versare è utile un calcolatore del ravvedimento operoso, che calcola sanzioni e interessi in base ai giorni di ritardo.
No, l’F24 non è un bonifico. Pur addebitando l’importo sul conto corrente, l’F24 è un modello di versamento unificato destinato al Fisco e agli enti previdenziali, con codici tributo specifici e una ricevuta telematica dedicata. Il bonifico è invece un semplice trasferimento di denaro tra conti, senza la struttura fiscale del modello F24.
Per pagare l’F24 senza andare in posta basta usare un canale online: l’home banking della propria banca, i servizi F24 web e F24 online dell’Agenzia delle Entrate, oppure l’app bancaria da smartphone. Sono tutti gratuiti (salvo eventuali commissioni bancarie) e restituiscono una ricevuta telematica valida come prova del pagamento.