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Budgeting e controllo di gestione: guida, fasi ed esempi

Budgeting e controllo di gestione

Il budgeting è il lavoro con cui un’azienda mette in numeri, prima che l’anno cominci, quello che pensa di vendere, spendere e incassare. Il documento che ne esce si chiama budget: è la mappa che dice dove l’azienda vuole arrivare a fine anno. Il controllo di gestione è tutto quello che serve a capire, mese dopo mese, se stiamo davvero andando in quella direzione.

Le due cose vanno insieme e non si possono separare. Fare il budget e poi metterlo in un cassetto significa perdere tempo. Fare il controllo di gestione senza un budget significa guardare i risultati senza sapere se sono buoni o cattivi. La forza sta nel ciclo: si prevede, si misura, si confronta, si corregge, e la correzione entra nel piano dell’anno dopo.

Per anni si è pensato che il budget fosse una cosa da grandi aziende, con uffici pieni di controller e software costosi. Oggi non è più così. In parte perché sono nati strumenti digitali accessibili anche alle piccole imprese. In parte perché la legge sulla crisi d’impresa chiede a ogni imprenditore di dotarsi di strumenti che segnalino in tempo se i conti vanno male. Un budget, anche semplice, è il minimo per rispondere.

In questa guida vediamo cos’è il budgeting, che rapporto c’è tra budget e controllo di gestione, quali sono le quattro fasi del processo, quali strumenti servono per costruire il budget e come si affronta il lavoro in pratica, da un file Excel fino a un software integrato.

In sintesi

Il budgeting crea il piano, il controllo di gestione lo fa vivere durante l’anno confrontando dati veri e previsti.

Il ciclo si divide in 4 fasi che si richiudono su se stesse: pianificazione, budgeting, misurazione, analisi degli scostamenti.

Budget economico e budget di tesoreria rispondono a due domande diverse: si può essere in utile e senza cassa nello stesso momento.

Cos’è il budgeting e controllo di gestione

Il budgeting è la fase in cui gli obiettivi dell’anno diventano numeri e vengono affidati alle persone che devono raggiungerli. Il controllo di gestione è il sistema più ampio che tiene sotto controllo quei numeri per tutto l’anno: raccoglie i dati reali, li confronta con il budget, spiega perché ci sono differenze e propone cosa fare.

In pratica: il budgeting crea il piano, il controllo di gestione lo fa vivere. Se il budget resta su un file e nessuno lo va a rileggere, non serve a niente. Se il controllo di gestione produce report ogni mese senza un budget con cui confrontarli, i numeri restano senza contesto. Il valore nasce dall’incrocio dei due.

Definizione e finalità del budget aziendale

Il budget aziendale è un documento che, prima dell’inizio dell’anno, dice come andrà l’azienda mese per mese: quanto fatturerà, che costi avrà, quanto utile ci si aspetta, come si muoverà la cassa. Non è una previsione tecnica del tipo “vediamo cosa succede”, è un impegno: sono i numeri che l’azienda si propone di raggiungere e a cui lavorerà davvero.

Mette in chiaro le priorità dell’anno e le fa arrivare a tutti in azienda: se il budget prevede di aumentare le vendite di una linea del 20%, quella diventa la linea su cui puntare.

Mette in fila attività, risorse e tempi delle diverse aree aziendali, così ognuno sa cosa devono fare gli altri.

Dà i valori di riferimento per giudicare i risultati che arrivano mese dopo mese: senza budget un fatturato di 100.000 € è solo un numero, con il budget si capisce se è tanto o poco.

Il budget è anche il ponte tra la strategia e il quotidiano. Gli obiettivi scritti nel piano strategico aziendale restano parole finché non diventano cifre da raggiungere. Il budget è quello che li traduce in numeri per l’anno che sta arrivando.

Nella sua versione completa il budget si costruisce a pezzi che si incastrano fra loro. Si parte dal budget commerciale, cioè da quanto si venderà e a che prezzo. Poi si dimensiona il budget della produzione o del servizio, cioè quante materie prime, quante ore di lavoro, quanti materiali servono per sostenere quelle vendite. Si aggiungono i costi di struttura (affitti, stipendi degli uffici, spese generali) e gli investimenti. Alla fine tutto confluisce nel budget economico e nel budget di tesoreria. Nelle piccole imprese questo schema si semplifica, ma la logica non cambia: prima si stima cosa si venderà, poi si costruisce tutto il resto di conseguenza.

Il ruolo del budget nel controllo di gestione

Nel controllo di gestione il budget fa tre lavori concreti. È il termine di paragone con cui si leggono i risultati mensili: se il budget dice 100 e il consuntivo dice 80, sappiamo che c’è un problema da 20 da capire. È il documento che dice chi è responsabile di cosa: il responsabile commerciale risponde dei ricavi, il responsabile produzione dei costi variabili, e così via. Ed è la base delle riunioni di verifica che ogni mese la direzione tiene con i responsabili.

Il budget si divide in due grandi documenti che rispondono a domande diverse.

Budget economico a confronto con budget finanziario
  Budget economico Budget finanziario / tesoreria
Domanda a cui rispondeL’anno chiude in utile o in perdita?Quando avremo soldi e quando resteremo senza?
Cosa mette in filaRicavi previsti e costi previstiEntrate e uscite di cassa nel tempo
Risultato che produceUtile o perdita d’esercizio attesoSaldo di cassa mese per mese
Può essere positivo mentre l’altro è in sofferenza

Il budget economico risponde alla domanda “l’anno chiude in utile o in perdita?”, perché mette in fila i ricavi previsti e i costi previsti e ne calcola la differenza. Il budget finanziario, con dentro il budget di tesoreria, risponde alla domanda “quando avremo soldi e quando resteremo senza?”: il cash flow previsionale è il calcolo su cui si costruisce quella risposta, perché colloca nel tempo entrate e uscite di cassa.ù

I due documenti non dicono la stessa cosa. Un’azienda può avere un budget economico in utile (a fine anno si prevede un guadagno) e un budget di tesoreria in sofferenza (in certi mesi la cassa non basta a pagare fornitori e stipendi). Succede quando incassi tardi e paghi presto: sulla carta guadagni, ma tra un incasso e l’altro rimani senza liquidità. Per questo servono entrambi i budget.

C’è poi un punto delicato: chi decide gli obiettivi e chi ne risponde. Il sistema funziona solo se ogni numero del budget è affidato a qualcuno che davvero può influenzarlo. Nella pratica gli obiettivi generali li fissano il consiglio di amministrazione o il CEO e CFO, la coerenza economico-finanziaria dei numeri la presidia il CFO, e i responsabili di ogni area negoziano le cifre della loro parte. Un budget calato dall’alto senza confronto viene accettato sulla carta ma rifiutato nei fatti.

Le 4 fasi del controllo di gestione

Il ciclo che tiene insieme budgeting e controllo di gestione si divide in quattro momenti che si richiudono su se stessi. Alla fine di ogni giro le correzioni fatte diventano il punto di partenza del giro successivo, ed è proprio questa continuità che rende utile il sistema.

1
PianificazioneSi decide cosa si vuole ottenere nell’anno (fatturato, marginalità, investimenti) e come arrivarci: su quali prodotti puntare, in quali mercati crescere, dove tagliare o aggiungere risorse.
2
BudgetingGli obiettivi generali diventano i numeri del budget e vengono assegnati ai responsabili, costruendo il budget a cascata partendo dalle vendite.
3
Misurazione dei risultatiOgni mese o trimestre si raccolgono i dati veri (fatturato incassato, costi sostenuti, cassa disponibile) e si producono i report, il più vicino possibile alla chiusura del periodo.
4
Analisi degli scostamentiSi confrontano i risultati veri con quelli previsti, si capisce da cosa dipendono le differenze e si decide cosa fare: le correzioni entrano nel budget del periodo o dell’anno successivo.

La terza fase ha una regola pratica: il report deve arrivare pochi giorni dopo la chiusura del periodo. Un dato preciso ma vecchio di due mesi non serve a decidere; un dato meno preciso ma pronto in una settimana è quello che permette di intervenire in tempo.

La quarta fase, l’analisi degli scostamenti, è il momento in cui il ciclo si chiude davvero. Ecco qui un esempio: la Alfa Manufacturing Srl aveva messo a budget per il primo trimestre 1.000 pezzi venduti a 50 € l’uno, quindi 50.000 € di ricavi previsti. A consuntivo ha venduto 950 pezzi a 48 € l’uno, quindi 45.600 € di ricavi veri.

Analisi degli scostamenti · Alfa Manufacturing Srl, Q1
Ricavi a budget (1.000 pezzi × 50 €)50.000,00 €
Ricavi a consuntivo (950 pezzi × 48 €)45.600,00 €
Scostamento di volume (50 pezzi mancati × 50 €)−2.500,00 €
Scostamento di prezzo (2 € di sconto × 950 pezzi)−1.900,00 €
Scostamento totale−4.400,00 €

Sapere che sono mancati 4.400 € non basta; sapere che due terzi dipendono da meno vendite e un terzo da prezzi più bassi indirizza scelte diverse: nel primo caso serve una spinta commerciale, nel secondo va rivisto il listino.

Il controllo può guardare all’anno in due modi, entrambi utili. Guardando indietro, confronta i risultati già ottenuti con il budget e corregge quello che è andato male. Guardando avanti, proietta i dati attuali sul resto dell’anno e stima dove si arriverà se le cose vanno avanti così: è questo secondo modo che permette di intervenire prima che il problema diventi grave.

Strumenti e modelli di budget aziendale

Gli strumenti per fare un budget sono di due tipi. I primi sono i modelli, cioè gli schemi di riferimento per costruire ogni pezzo del budget (commerciale, produzione, economico, tesoreria). I secondi sono gli strumenti tecnologici, che rendono possibile aggiornare il budget in tempi utili per decidere. La scelta va fatta in base alla dimensione dell’azienda: un sistema troppo pesante per una piccola impresa viene abbandonato dopo pochi mesi.

Sul piano dei modelli, oltre al budget economico e al budget di tesoreria, la programmazione completa comprende anche il budget patrimoniale, che prevede come cambieranno l’attivo e il passivo dell’azienda a fine anno e chiude il quadro insieme al conto economico e ai flussi di cassa. È quello che nelle piccole imprese si fa più raramente, ma è utile perché mostra se le scelte di investimento e di finanziamento reggono anche negli anni successivi.

Un metodo di lavoro che si sta diffondendo è il rolling forecast, cioè la previsione a scorrimento. Ogni trimestre si aggiorna la stima di dove si arriverà a fine anno, alla luce dei dati veri che sono arrivati. Il budget originario non viene cancellato (resta il paragone di partenza), ma affianca una nuova stima più realistica che aiuta a decidere per i mesi che restano.

Esempi di budget aziendale in Excel

Il foglio di calcolo è ancora lo strumento più usato per costruire i budget, soprattutto quando si parte da zero. Il vantaggio è la libertà: si adatta a qualsiasi organizzazione, permette di provare in due minuti cosa succede se cambiano volumi o prezzi, non costa nulla.

Un modello Excel ben fatto ha di solito un foglio per il budget commerciale (con volumi, prezzi e ricavi mese per mese e per linea di prodotto), uno per i costi variabili di produzione, uno per i costi fissi di struttura, uno per gli investimenti con i relativi ammortamenti, uno di sintesi con il budget economico e uno con il budget di tesoreria, tutti collegati fra loro con formule automatiche.

I limiti del foglio di calcolo saltano fuori quando il file cresce o quando diventa l’archivio dei dati aziendali. Si moltiplicano le versioni (“budget_v3_finale_definitivo.xlsx”), le formule si rompono, la riconciliazione con la contabilità si fa a mano ogni mese, non si sa più chi ha modificato cosa. Sono i segnali che l’Excel non basta più.

A quel punto il passo successivo è togliere la raccolta dei dati dal foglio e affidarla a strumenti automatici. Un software di tesoreria, che si collega ai conti bancari, alla contabilità e alla fatturazione elettronica e alimenta il budget con dati aggiornati, è di solito il primo pezzo che le piccole imprese mettono in piedi, perché è quello che dà il ritorno più veloce.

Sibill collega budget e dati aggiornati della gestione

Noi di Sibill sappiamo che il punto in cui budget e controllo di gestione si arenano, nelle piccole imprese, è la raccolta dei dati: movimenti bancari da scaricare a mano, incassi e pagamenti da riconciliare uno per uno, previsioni di cassa da rifare ogni mese partendo da capo.

La riconciliazione bancaria automatica è il punto da cui abbiamo iniziato: la piattaforma collega i conti aziendali e tiene insieme flussi di cassa, scadenze e pagamenti, aggiornandoli più volte al giorno senza lavoro manuale. Così il budget non resta un file staccato dalla realtà ma dialoga con i numeri veri della cassa, e il tempo si sposta dal preparare i dati al ragionare sulle decisioni.

Budget e cassa reale allineati, senza ricostruire i dati a mano ogni mese

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Domande frequenti

Cosa si intende per budgeting?

Per budgeting si intende il lavoro con cui un’azienda, prima dell’inizio dell’anno, mette in numeri quello che vuole fare: quanto vendere, quanto spendere, quanto investire, che utile aspettarsi, come si muoverà la cassa. Il risultato è un documento chiamato budget, con i numeri divisi mese per mese e assegnati alle persone responsabili di raggiungerli. È la parte di programmazione a breve termine del controllo di gestione.

Cosa sono le attività di budgeting?

Le attività di budgeting sono i passaggi che portano dall’idea generale al budget approvato. Si parte guardando i dati degli anni passati, si stimano le vendite per linea di prodotto e per mese, si mappano i costi fissi e variabili necessari per sostenere quelle vendite, si costruiscono i sotto-budget commerciale e produttivo, si sintetizza tutto nel budget economico e in quello di tesoreria e infine si negoziano i numeri con i responsabili di ogni area prima di firmare la versione definitiva.

Cosa rappresenta il budget nel controllo di gestione?

Nel controllo di gestione il budget rappresenta il metro con cui si misurano i risultati che arrivano ogni mese, il documento in cui si dice chi risponde di quali numeri e la base delle riunioni periodiche con i responsabili. Senza budget un consuntivo mensile è solo una cifra; con il budget diventa un’informazione utile a decidere se intervenire, cambiare qualcosa o proseguire come si stava facendo.

Come si pianifica un budget aziendale?

Si pianifica un budget aziendale partendo dagli obiettivi generali dell’anno e costruendo i vari pezzi a cascata dalle vendite: si stimano volumi e prezzi per linea di prodotto, si dimensionano i costi variabili di produzione, si aggiungono i costi fissi e gli investimenti, si arriva al budget economico e infine al budget di tesoreria. Chi vuole un modello di riferimento più completo può partire da un bilancio previsionale, che unisce in un unico schema conto economico, stato patrimoniale e flussi di cassa.

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