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Direttiva PSD3: cos’è, testo ufficiale ed entrata in vigore

PSD3

La direttiva PSD3 (Payment Services Directive 3) è la normativa europea che aggiorna e sostituisce la PSD2, rafforzando la regolamentazione dei servizi di pagamento digitali nell’Unione Europea. Proposta dalla Commissione Europea nel giugno 2023, introduce regole più stringenti contro le frodi nei pagamenti online, migliora la protezione dei consumatori e rafforza i requisiti di sicurezza per tutti gli operatori del settore.

La PSD3 lavora in tandem con il PSR (Payment Services Regulation), che trasforma alcune disposizioni da direttiva in regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza necessità di recepimento nazionale. Le principali novità riguardano l’estensione della Strong Customer Authentication a più casistiche, sanzioni più severe per le violazioni di sicurezza, nuovi standard obbligatori per le API di Open Banking e una vigilanza rafforzata sui prestatori di servizi di pagamento (PSP).

L’entrata in vigore è prevista tra il 2026 e il 2027, dopo il completamento dell’iter legislativo europeo e il recepimento da parte degli Stati membri. Per le aziende significa maggiore sicurezza nelle transazioni digitali, migliore integrazione con i sistemi bancari e obblighi di conformità più stringenti per chi offre servizi di pagamento.

Cos’è la PSD3 e cosa cambia nei pagamenti

Il cambiamento fondamentale rispetto alla PSD2 riguarda l’approccio normativo. La direttiva precedente lasciava ampi margini interpretativi agli Stati membri durante il recepimento, creando difformità applicative tra paesi. La PSD3 introduce regole più dettagliate e prescrittive per garantire uniformità in tutta l’Unione: banche, processori di pagamento e fornitori fintech dovranno adeguarsi a standard comuni più rigidi.

Le modifiche più rilevanti riguardano tre aree. Sul fronte della sicurezza, vengono rafforzati i requisiti di autenticazione forte del cliente (Strong Customer Authentication), estendendola a tipologie di transazioni prima esentate. Per l’Open Banking, vengono stabiliti standard tecnici obbligatori per le API bancarie, eliminando le discrepanze qualitative che caratterizzavano la PSD2. Infine, sul versante della vigilanza, le autorità nazionali ottengono poteri più incisivi con sanzioni significativamente aumentate.

Ecco qui un esempio:

Una banca italiana deve permettere a un’app di gestione finanziaria di terze parti di accedere ai dati del conto corrente del cliente tramite API. Con la PSD2, la banca poteva implementare interfacce proprietarie con performance variabili. Con la PSD3, deve rispettare standard tecnici uniformi europei che garantiscono tempi di risposta, disponibilità del servizio e formato dati omogenei. L’utente finale ottiene servizi più stabili e affidabili, e l’app funziona con la stessa efficacia indipendentemente dalla banca utilizzata.

La distinzione tra PSD3 e PSR

La riforma dei servizi di pagamento non si limita alla sola PSD3, ma comprende due strumenti normativi complementari: la direttiva PSD3 e il regolamento PSR (Payment Services Regulation). Capire la differenza è importante perché i due strumenti funzionano in modo diverso.

La PSD3 mantiene la forma giuridica di direttiva europea: stabilisce obiettivi e principi che gli Stati membri devono recepire nella propria legislazione nazionale entro un termine prestabilito, generalmente 18-24 mesi dall’adozione definitiva. Ogni paese ha margini di manovra nell’implementazione concreta, pur rispettando i risultati richiesti. Questa flessibilità consente di adattare le regole alle specificità dei mercati nazionali.

Il PSR è invece un regolamento europeo, strumento con efficacia diretta e immediata in tutti gli Stati membri senza necessità di recepimento. Dal momento della sua entrata in vigore, le sue disposizioni diventano automaticamente legge in tutti i 27 paesi dell’UE. Il regolamento si concentra su aspetti tecnici che richiedono massima armonizzazione: requisiti di sicurezza informatica, standard per le API di Open Banking, obblighi di notifica degli incidenti, regole per l’autenticazione forte.

La scelta di dividere la riforma risponde a una logica precisa. Gli aspetti che richiedono uniformità assoluta (come gli standard tecnici per l’interoperabilità dei sistemi di pagamento) vanno nel PSR per evitare frammentazione del mercato unico. Gli aspetti che possono beneficiare di adattamenti nazionali (come le procedure di licenza per i PSP o alcuni aspetti della tutela dei consumatori) rimangono nella PSD3 come direttiva.

Per le imprese che operano a livello europeo, questa architettura normativa significa dover considerare sia le regole direttamente applicabili del PSR sia le varianti nazionali di recepimento della PSD3.

Le principali novità della normativa

Come la PSD3 riduce le frodi nei pagamenti digitali

Il rafforzamento della Strong Customer Authentication (SCA) è la prima linea di difesa. La PSD2 aveva introdotto l’obbligo di autenticazione a due fattori per le transazioni online, ma prevedeva numerose esenzioni basate sull’importo, sul livello di rischio o sulla tipologia di beneficiario. La PSD3 restringe queste eccezioni, estendendo l’obbligo di SCA a casistiche prima escluse come alcuni pagamenti ricorrenti e transazioni verso beneficiari fidati dopo un periodo di inattività.

Vengono introdotti nuovi obblighi di monitoraggio attivo delle transazioni sospette. I prestatori di servizi di pagamento devono implementare sistemi automatizzati di rilevamento delle frodi che analizzano in tempo reale i comportamenti transazionali, segnalando anomalie come cambiamenti improvvisi nel comportamento di spesa o accessi da localizzazioni geografiche inusuali.

Particolare attenzione viene dedicata alle frodi tramite social engineering e phishing. La PSD3 introduce l’obbligo per i PSP di implementare meccanismi di verifica della legittimità dei beneficiari prima di autorizzare pagamenti verso nuovi destinatari, confrontando il nome inserito dal pagatore con quello associato all’IBAN di destinazione. Questa verifica, nota come Confirmation of Payee, è già operativa nel Regno Unito e ha dimostrato efficacia nel ridurre le frodi da impersonificazione.

La direttiva impone anche la condivisione obbligatoria di informazioni sulle frodi tra operatori attraverso registri centralizzati. Quando un istituto rileva una frode, deve notificarla al sistema centrale che la rende disponibile a tutti gli altri operatori, aumentando la capacità collettiva di bloccare i truffatori prima che replichino gli stessi schemi altrove.

La gestione delle licenze per i PSP

Il processo di autorizzazione diventa più rigoroso con requisiti patrimoniali più elevati per determinate categorie di PSP, in particolare per gli istituti che gestiscono volumi significativi di transazioni. L’obiettivo è garantire che gli operatori abbiano riserve di capitale sufficienti per fronteggiare perdite operative o crisi di liquidità senza compromettere la continuità del servizio.

Vengono introdotti criteri di idoneità più stringenti per gli azionisti di controllo e i membri degli organi di amministrazione. Le autorità nazionali devono verificare non solo l’onorabilità e l’assenza di precedenti penali, ma anche la competenza professionale specifica nel settore dei pagamenti digitali. Un amministratore delegato di un istituto di pagamento deve dimostrare esperienza documentata nel settore finanziario.

Un’innovazione rilevante è il registro europeo centralizzato dei PSP autorizzati, accessibile pubblicamente e aggiornato in tempo reale. Consumatori e imprese potranno verificare immediatamente se un fornitore di servizi di pagamento è legittimamente autorizzato e in quale Stato membro ha ottenuto la licenza. Questo contrasta il fenomeno degli operatori abusivi che offrono servizi senza le necessarie autorizzazioni, mettendo a rischio i fondi degli utenti.

Le conseguenze della non conformità per un istituto

Il regime sanzionatorio della PSD3 introduce penalità significativamente più severe rispetto alla normativa precedente, riflettendo l’importanza crescente della protezione dei consumatori e della stabilità del sistema dei pagamenti.

Le sanzioni amministrative pecuniarie possono arrivare fino a 5 milioni di euro o al 10% del fatturato annuo consolidato dell’istituto, applicando la cifra più elevata tra le due. Questa struttura a doppio binario garantisce che le sanzioni siano proporzionalmente significative sia per le piccole fintech che per le grandi banche sistemiche.

Le autorità nazionali ottengono il potere di ordinare la sospensione temporanea di specifici servizi di pagamento fino al ripristino della conformità, limitare l’operatività dell’istituto vietando l’acquisizione di nuovi clienti, o nei casi più gravi revocare completamente l’autorizzazione. Viene introdotta anche una forma di responsabilità personale per gli amministratori che hanno approvato consapevolmente pratiche non conformi.

Ecco qui un esempio:

Un istituto di moneta elettronica non implementa correttamente i sistemi di Strong Customer Authentication richiesti, permettendo transazioni online senza verifica a due fattori. Vengono rilevate frodi per 500.000 euro a danno di 200 clienti. L’autorità di vigilanza può: infliggere una sanzione pari al 10% del fatturato annuo; ordinare il rimborso immediato di tutti i clienti frodati; sospendere l’operatività fino all’implementazione certificata dei sistemi di sicurezza; interdire temporaneamente il responsabile IT che aveva attestato falsamente la conformità.

L’entrata in vigore della PSD3 e la timeline

Una volta pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’UE, i due strumenti normativi seguono percorsi diversi. Il PSR (regolamento) diventa applicabile direttamente in tutti gli Stati membri dopo 12-18 mesi dalla pubblicazione, quindi presumibilmente nella seconda metà del 2026 o inizio 2027. La PSD3 (direttiva) richiede invece il recepimento nella legislazione nazionale entro 18-24 mesi dalla pubblicazione, con piena applicazione prevista tra fine 2026 e metà 2027.

Le tempistiche esatte dipenderanno dalla velocità dell’iter legislativo e dalla rapidità di recepimento di ciascuno Stato membro. I PSP non possono però aspettare passivamente. Devono avviare da subito progetti di adeguamento per analizzare i gap rispetto ai nuovi requisiti, implementare le modifiche tecnologiche necessarie, aggiornare le procedure operative e formare il personale.

Fasi principali del percorso legislativo:

  • Giugno 2023: presentazione della proposta da parte della Commissione Europea
  • 2024-2025: esame da parte di Parlamento e Consiglio, trilogo, approvazione definitiva
  • 2025: pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE
  • 2026: entrata in vigore del PSR (regolamento direttamente applicabile)
  • 2026-2027: scadenza recepimento PSD3 da parte degli Stati membri

Il testo ufficiale e le fonti normative

Consultare la PSD3 su EUR-Lex e in PDF

Per trovare i documenti sulla PSD3, usa la funzione di ricerca inserendo “Payment Services Directive” o “PSD3”. I documenti sono identificati da codici univoci: la proposta della Commissione ha un numero COM seguito dall’anno e da un numero progressivo. EUR-Lex permette di consultare il testo integrale in HTML o scaricarlo in PDF ufficiale.

La piattaforma consente anche di seguire l’evoluzione del testo attraverso le fasi legislative: proposta originale della Commissione, emendamenti del Parlamento, posizione del Consiglio, testo consolidato definitivo. Ogni versione è datata e archiviata, permettendo di ricostruire l’intero percorso normativo.

La Commissione Europea pubblica anche fact sheet e documenti esplicativi in linguaggio più accessibile, utili per le imprese che devono capire rapidamente l’impatto delle nuove regole senza analizzare ogni articolo del testo legislativo.

Il ruolo della Banca d’Italia

La Banca d’Italia è l’autorità competente per l’implementazione e l’applicazione della normativa PSD3 a livello nazionale, agendo sia come autorità di vigilanza sui PSP che come interlocutore per il recepimento della direttiva nella legislazione italiana.


In qualità di autorità di supervisione, rilascia e revoca le autorizzazioni agli istituti di pagamento e agli istituti di moneta elettronica che operano in Italia. Valuta le domande di licenza verificando requisiti patrimoniali, organizzativi e di professionalità. Una volta rilasciata l’autorizzazione, esercita vigilanza attraverso controlli documentali, ispezioni in loco e analisi dei dati periodici che i PSP devono trasmettere.

Sul fronte normativo, Banca d’Italia partecipa al recepimento della direttiva fornendo supporto tecnico al Ministero dell’Economia e delle Finanze nella redazione dei decreti legislativi. Emette circolari e disposizioni di vigilanza che chiariscono le aspettative di supervisione e forniscono linee guida operative agli operatori del settore.

Per le imprese italiane che offrono o utilizzano servizi di pagamento, Banca d’Italia è il principale interlocutore istituzionale per ottenere chiarimenti interpretativi sulla normativa, richiedere autorizzazioni o segnalare problematiche.

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Domande frequenti

Cosa sono la PSD3 e il PSR?

La PSD3 (Payment Services Directive 3) è la direttiva europea che stabilisce i principi generali per la regolamentazione dei servizi di pagamento, lasciando agli Stati membri il compito di recepirla nelle rispettive legislazioni nazionali. Il PSR (Payment Services Regulation) è invece un regolamento europeo con efficacia diretta in tutti i paesi dell’UE senza necessità di recepimento. Lavorano insieme per aggiornare il quadro normativo dei pagamenti digitali: la PSD3 copre aspetti che possono beneficiare di adattamenti nazionali, mentre il PSR garantisce uniformità assoluta su elementi tecnici critici come gli standard delle API per l’Open Banking.

Quando entrerà in vigore la PSD3?

L’approvazione definitiva della PSD3 e del PSR è prevista nel corso del 2025. Il regolamento PSR diventerà applicabile direttamente in tutti gli Stati membri dopo 12-18 mesi dalla pubblicazione ufficiale, quindi presumibilmente nella seconda metà del 2026 o all’inizio del 2027. La direttiva PSD3 richiede invece il recepimento nella legislazione nazionale entro 18-24 mesi dalla pubblicazione, con piena applicazione prevista tra la fine del 2026 e la metà del 2027. Le tempistiche esatte dipenderanno dalla velocità dell’iter legislativo europeo e dalla rapidità di recepimento di ciascuno Stato membro.

Che differenza c’è tra PSD2 e PSD3?

La PSD3 è un’evoluzione significativa rispetto alla PSD2. Sul piano della sicurezza, estende l’obbligo di Strong Customer Authentication a più casistiche e rafforza i sistemi di monitoraggio delle frodi. Per l’Open Banking, stabilisce standard tecnici obbligatori per le API bancarie, risolvendo i problemi di qualità e affidabilità delle interfacce che hanno caratterizzato la PSD2. Il regime sanzionatorio diventa molto più severo, con multe fino al 10% del fatturato annuo. Infine, i requisiti patrimoniali e di governance per i PSP sono stati innalzati.

Cosa cambia per le aziende con la PSD3?

Per le aziende la PSD3 porta benefici e obblighi. Sul fronte positivo, garantisce maggiore sicurezza nelle transazioni digitali riducendo il rischio di frodi. La standardizzazione delle API bancarie migliora l’affidabilità dei servizi di Open Banking, permettendo integrazioni più stabili per la riconciliazione bancaria automatica, il monitoraggio della liquidità e la gestione dei pagamenti. Sul fronte degli obblighi, le aziende che offrono servizi di pagamento dovranno adeguarsi a requisiti di conformità più stringenti e investire in sistemi di sicurezza avanzati.

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