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Come aprire una SRL online: cosa serve e come funziona

Srl online
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Aprire una SRL online vuol dire costituire la società senza entrare in uno studio notarile. I soci si collegano in videoconferenza su una piattaforma riservata e firmano con la propria firma digitale. Il notaio forma un atto pubblico informatico, valido come quello cartaceo.

In Italia si può fare dal 2021. Conviene per due motivi concreti. Con lo statuto standard l’onorario del notaio è ridotto per legge fino alla metà. E i soci possono stare in città diverse, o all’estero, senza che nessuno viaggi.

Qui sotto trovi cosa serve davvero per farlo da remoto, come si svolge la seduta, cosa cambia con una SRLS, perché per le startup non esiste più la via senza notaio, quanto costa e cosa resta online anche dopo.

In sintesi

L’atto si firma in videoconferenza davanti al notaio: servono firma digitale di tutti i soci, sede in Italia e conferimenti solo in denaro.

Con lo statuto standard l’onorario è ridotto per legge fino alla metà: una SRL online costa 1.500-2.000 € contro 2.500-3.500 €.

Il notaio serve sempre: la procedura senza notaio per le startup innovative è stata annullata nel 2021.

Come aprire una srl online

La costituzione online è una pratica interamente telematica. Si svolge in quattro momenti: preparazione dei dati e dei dispositivi digitali, seduta in videoconferenza con la firma dell’atto, registrazione e deposito telematico a cura del notaio, apertura della partita IVA con la Comunicazione Unica.

Nessuno di questi passaggi richiede la presenza fisica dei soci.

Non tutte le SRL però possono nascere così. Le condizioni sono tre e si verificano prima di prenotare l’appuntamento:

  • la sede della società deve essere in Italia;
  • i conferimenti devono essere solo in denaro, quindi niente immobili o macchinari;
  • tutti i firmatari devono avere una firma digitale valida.

Anche il notaio deve essere iscritto in Italia e competente per il luogo della sede.

I soci possono collegarsi anche dall’estero. Serve solo che siano identificabili e che abbiano un dispositivo di firma riconosciuto. Per questo la via online piace alle compagini sparse: due fondatori in due regioni diverse, un investitore fuori sede, un amministratore che lavora da un altro paese.

Sui tempi meglio essere realistici. La videoconferenza accorcia gli spostamenti e l’attesa per trovare una data, non le scadenze di legge. Dall’avvio della pratica all’operatività passano in media circa trenta giorni, perché restano il deposito al registro delle imprese, l’istruttoria camerale e gli adempimenti di avvio.

Chi preferisce un interlocutore unico, che coordini notaio, pratica camerale e avvio della gestione, può appoggiarsi a un servizio di apertura azienda online invece di mettere insieme i professionisti uno per uno.

1
Preparazione digitaleDati della società, firma digitale attiva per ogni firmatario, PEC della società e PEC personale dell’amministratore, collegamento di prova sulla piattaforma.
2
Seduta in videoconferenzaIl notaio verifica le identità, legge atto e statuto, raccoglie le firme digitali di tutti i soci collegati e appone la propria.
3
Registrazione e deposito telematicoL’atto nasce già digitale: il notaio lo registra all’Agenzia delle Entrate e deposita la domanda al registro delle imprese, senza copie cartacee.
4
Partita IVA e avvioCon la Comunicazione Unica arrivano partita IVA, iscrizione al registro imprese e posizioni previdenziali. Poi conto aziendale, fatturazione elettronica e libri sociali.

I requisiti e i documenti necessari

Oltre ai documenti che servono per qualsiasi SRL, la versione online ne richiede alcuni specificamente digitali. Sono quelli che fanno saltare l’appuntamento quando mancano.

Il primo è la firma digitale di chi firmerà: soci, amministratori nominati, eventuali procuratori. Deve essere un dispositivo riconosciuto, con certificato non scaduto. Un certificato scaduto è il motivo più banale per cui una seduta si interrompe e va riconvocata.

Il secondo è la PEC. Ne servono due: quella della società, che va comunicata al registro delle imprese, e quella personale dell’amministratore, obbligatoria dal 2025. Entrambe devono essere attive prima del deposito.

Il terzo è il lato tecnico della seduta. Serve un documento di identità valido da mostrare in video, una connessione stabile, un dispositivo con webcam e microfono, e il software della piattaforma già provato. Quasi tutti i notai propongono un collegamento di prova nei giorni precedenti: vale la pena farlo.

Vanno poi decisi in anticipo i contenuti dell’atto: denominazione, oggetto sociale, sede, codice ATECO, importo del capitale, ripartizione delle quote, amministratori e durata.

Resta il versamento del capitale, che online si gestisce in modo un po’ diverso. Le somme vanno all’organo amministrativo nominato nell’atto. Di solito si usa un bonifico tracciabile verso la società in costituzione, invece dell’assegno circolare che si consegnerebbe a mano in studio.

Subito dopo l’iscrizione quelle somme confluiscono sul conto corrente aziendale. Per una società di capitali è obbligatorio, perché il patrimonio sociale deve restare separato da quello dei soci. Anche molti conti business si aprono da remoto, con riconoscimento via video: così pure questo pezzo resta digitale.

L’atto notarile in videoconferenza

La seduta si svolge su una piattaforma dedicata, gestita dal Consiglio Nazionale del Notariato. Non è una videochiamata qualsiasi: Zoom, Meet o Teams non hanno alcun valore per la stipula di un atto pubblico.

L’ordine delle cose è questo. Il notaio apre la seduta e verifica l’identità di ogni partecipante. Legge l’atto costitutivo e lo statuto. Raccoglie le conferme dei soci. Poi ognuno appone la propria firma digitale sul documento, e per ultima arriva quella del notaio.

L’atto nasce già in formato digitale. Non ci sono copie cartacee da spedire, quindi il notaio passa subito a registrazione e deposito telematico.

Due aspetti pratici contano più di tutti. Il primo: tutti devono essere collegati nello stesso momento. Non è una firma asincrona e non si può passare dopo. Se un socio non può esserci serve una procura, da predisporre in anticipo.

Il secondo riguarda lo statuto, ed è qui che si decide se la via online conviene davvero. Lo sconto fino alla metà dell’onorario vale solo con il modello di statuto standard. Con uno statuto personalizzato la videoconferenza resta possibile, ma la tariffa torna libera e il risparmio sparisce.

Il modello standard copre bene la maggior parte dei casi. Non prevede però quote con diritti particolari, patti sui voti o clausole pensate per gli investitori. Se servono, meglio saperlo prima: rifare lo statuto dopo significa un nuovo atto notarile e nuove spese.

Attenzione

Online non significa senza notaio. La seduta si svolge su una piattaforma riservata del notariato: una videochiamata su Zoom, Meet o Teams non ha alcun valore per la stipula di un atto pubblico. Diffida dei servizi che promettono una SRL costituita del tutto senza notaio.

Differenze tra srl e srls online

Online si costituiscono entrambe, con la stessa procedura in videoconferenza e gli stessi vincoli: sede in Italia, conferimenti in denaro, firma digitale per tutti.

Cambia il conto finale. Nella SRL ordinaria lo sconto sull’onorario dipende dalla scelta dello statuto standard. Nella SRLS lo statuto standard è obbligatorio e l’onorario non è dovuto.

Il resto delle differenze non riguarda la procedura ma la sostanza. La SRL ordinaria ammette come soci anche altre società, permette uno statuto su misura e consente un capitale di qualsiasi importo, con il versamento del 25% se si arriva a 10.000 €. La SRLS ammette solo persone fisiche, non consente modifiche allo statuto e richiede un capitale sotto i 10.000 €, versato per intero.

In pratica la scelta si fa così. Se apri online per spendere poco e lo statuto standard ti va bene, scegli la SRLS. Se apri online solo per comodità logistica, ma ti serve uno statuto tuo o un socio che è una società, scegli la SRL ordinaria e metti in conto l’onorario pieno.

I limiti e i vantaggi della srls

Il vantaggio all’avvio è netto. Per legge il notaio non percepisce onorario e l’atto è esente da imposta di bollo e diritti di segreteria. Costituita in videoconferenza, la SRLS è la società di capitali più economica da far nascere in Italia.

I limiti però pesano proprio sulle aziende che scelgono la via online.

Lo statuto non si tocca: niente clausole per investitori, niente quote con diritti particolari, niente patti di voto. Per una startup che prevede un round nei primi due anni è un problema serio.

I soci possono essere solo persone fisiche, quindi nessuna holding in compagine. E il capitale resta sotto i 10.000 €, un dato che banche e fornitori strutturati leggono in visura.

C’è poi un vincolo sugli utili che molti scoprono al primo bilancio. Le società con capitale sotto i 10.000 € devono accantonare un quinto degli utili annuali, finché riserva e capitale non arrivano insieme a 10.000 €. Nelle SRL ordinarie l’accantonamento previsto dalla riserva legale per SRL è di un ventesimo. Per i primi anni, quindi, gli utili restano quasi tutti dentro la società.

La costituzione per le startup online

Sulle startup innovative gira ancora un’informazione superata. Vale la pena smontarla subito, perché è la prima cosa che si legge cercando “SRL online”.

Fra il 2016 e il 2021 una startup innovativa poteva nascere come SRL con un atto digitale firmato dai soci sulla piattaforma delle Camere di commercio, senza notaio. Quella procedura è stata annullata in sede di giustizia amministrativa nel 2021. Oggi anche le startup innovative passano dal notaio, in studio o in videoconferenza.

Quello che resta, e che conta, sono le agevolazioni dopo l’atto. La startup innovativa si iscrive in una sezione speciale del registro delle imprese. È esonerata dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria per l’iscrizione, e dal diritto annuale camerale nei primi anni. Si aggiungono gli incentivi fiscali per chi investe nel capitale.

I requisiti si autocertificano, ma vanno dimostrati con numeri: una quota minima di spese in ricerca e sviluppo, oppure personale altamente qualificato, oppure un brevetto o un software registrato.

Per questo la redazione di un business plan aziendale va fatta prima dell’atto, non dopo. Serve per l’autocertificazione, per i bandi e per qualunque investitore.

I costi per costituire una srl online

Aprire una SRL online con statuto standard costa in media tra 1.500 € e 2.000 € tutto compreso. La stessa società con statuto personalizzato, firmata in presenza, costa 2.500-3.500 €.

La differenza sta tutta nell’onorario notarile, ridotto per legge sui modelli uniformi. Imposte e diritti non cambiano di un euro fra la via digitale e quella tradizionale.

Il capitale sociale non entra in questo conto: resta patrimonio della società e si usa per l’attività.

Le imposte e gli onorari notarili

L’onorario è l’unica voce su cui la scelta online incide. Con statuto standard in videoconferenza sta di solito fra 800 € e 1.200 € più IVA. Con statuto personalizzato risale a 1.500-2.500 € più IVA, anche da remoto. Per la SRLS sul modello standard non è dovuto.

Le imposte e i diritti sono identici in presenza e online:

  • imposta di registro: 200 €;
  • imposta di bollo: 156 €;
  • diritti di segreteria della Camera di commercio: circa 120 €;
  • tassa di concessione governativa per i libri sociali: 309,87 €, ogni anno entro il 16 marzo.

La SRLS è esente da bollo e diritti di segreteria. La startup innovativa anche dai diritti di iscrizione.

Ecco qui un esempio:


La Beta Consulting Srl si costituisce online con due soci, capitale di 10.000 € e statuto standard. Paga 1.000 € di onorario più IVA, cioè 1.220 €, più 200 € di registro, 156 € di bollo, 120 € di segreteria e 309,87 € per i libri sociali. In tutto 2.005,87 €.

Beta Consulting Srl · due soci, capitale 10.000 €, statuto standard online
Onorario notarile online (1.000 € + IVA)1.220,00 €
Imposta di registro200,00 €
Imposta di bollo156,00 €
Diritti di segreteria Camera di commercio120,00 €
Tassa vidimazione libri sociali309,87 €
Totale costi di apertura online2.005,87 €

Gli stessi soci, con statuto personalizzato e onorario a 2.000 €, avrebbero speso 3.225,87 €. Il risparmio della via online è tutto lì, intorno ai 1.200 €.

Il commercialista e la gestione online

La costituzione digitale ha senso pieno solo se resta digitale anche il dopo. Altrimenti si risparmia un giorno di spostamenti, per poi tornare a scambiarsi documenti via mail.

Una società di capitali ha contabilità ordinaria obbligatoria, bilancio da depositare ogni anno, dichiarazioni e adempimenti periodici. Il commercialista non è facoltativo. Per una SRL piccola la parcella annuale parte di solito da circa 2.000 €.

Oggi quasi tutto si gestisce da remoto: documenti caricati in piattaforma, fatturazione elettronica collegata allo SDI, conto aziendale aperto online, firme digitali per i depositi. Quando questi pezzi parlano fra loro, il commercialista lavora su dati già pronti. La differenza si vede sui tempi e sulla parcella.

Poi ci sono le tasse vere e proprie: IRES al 24% sull’utile, IRAP, contributi INPS per i soci che lavorano in azienda, tassazione sui dividendi quando gli utili escono.

Prima di scegliere la forma giuridica conviene fare il conto con numeri realistici. Il simulatore tasse SRL stima il carico fiscale e contributivo complessivo e lo rende confrontabile con quello di una partita IVA individuale.

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Noi di Sibill accompagniamo chi apre una società nel passaggio più scomodo: quello fra la firma dal notaio e la prima fattura emessa.

Il servizio mette insieme tre cose. Un commercialista partner dedicato, una persona vera raggiungibile via mail, telefono o WhatsApp, non un call center. Il coordinamento con il notaio per l’atto in videoconferenza. E un software leggero per fatturazione e conto, così la gestione resta online come la costituzione.

I tempi sono di circa dieci giorni per l’apertura di una partita IVA e di circa trenta giorni per una società, perché la costituzione passa dal notaio e dall’iscrizione al registro delle imprese.

Aprire una società è un salto nel vuoto, ci siamo passati anche noi. Per questo abbiamo costruito un percorso in cui qualcuno risponde quando hai un dubbio, anche dopo la costituzione.

Dal notaio in videoconferenza alla prima fattura, senza passaggi scoperti

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Domande frequenti

È possibile aprire una srl online senza notaio?

Non è possibile aprire una SRL online senza notaio, perché l’atto costitutivo richiede sempre la forma dell’atto pubblico. Online cambia il come, non il se: il notaio riceve l’atto in videoconferenza invece che in studio. La procedura senza notaio riservata fra il 2016 e il 2021 alle startup innovative è stata annullata dalla giustizia amministrativa. Diffida dei servizi che promettono una costituzione del tutto senza notaio.

È possibile aprire una srl online da soli?

È possibile aprire una SRL online da soli nel senso di socio unico: la SRL unipersonale si costituisce in videoconferenza come le altre. In quel caso il capitale va versato per intero alla costituzione. La condizione di socio unico va indicata negli atti e nel registro delle imprese, altrimenti si perde la responsabilità limitata. Non si può invece fare a meno del notaio e, nei fatti, di un commercialista per gli adempimenti successivi.

Quanti soldi servono come capitale per aprire una srl online?

Per aprire una SRL online bastano formalmente 1 € di capitale. Sotto i 10.000 €, però, il versamento deve essere integrale e solo in denaro, e scatta l’obbligo di accantonare un quinto degli utili a riserva fino a quella soglia. Con 10.000 € o più si versa subito il 25%, cioè 2.500 €. Online il versamento si fa di norma con bonifico tracciabile alla società in costituzione.

È possibile aprire una srls online gratis?

Aprire una SRLS online gratis non è possibile, ma si può aprire senza onorario notarile. Per la SRL semplificata costituita sul modello di statuto standard il notaio non percepisce compenso e l’atto è esente da bollo e diritti di segreteria. Restano dovuti l’imposta di registro di 200 €, la tassa sui libri sociali e il capitale da versare per intero. Il conto iniziale resta quindi di qualche centinaio di euro.

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