Aprire una SRL significa costituire davanti a un notaio una società a responsabilità limitata, cioè una società di capitali in cui i soci rischiano solo il denaro che hanno messo nella società e non il proprio patrimonio personale.
Il meccanismo è questo: i soci sottoscrivono un capitale sociale, firmano l’atto costitutivo e lo statuto, la società viene iscritta al registro delle imprese e da quel momento esiste come soggetto autonomo, con una propria partita IVA. Serve a chi avvia un’attività con più soci, con investimenti iniziali importanti o con un rischio che non vuole far ricadere sulla famiglia.
Conta perché la forma giuridica scelta all’inizio determina tasse, adempimenti e credibilità verso banche e clienti per tutti gli anni successivi. Qui sotto trovi i requisiti, i documenti, la procedura passo passo (anche nella versione online in videoconferenza), i costi reali voce per voce e i finanziamenti con cui coprire la partenza.
Il capitale minimo è 10.000 €, ma si può partire anche da 1 €: sotto i 10.000 € il versamento deve essere integrale e solo in denaro.
L’atto si può firmare in videoconferenza davanti al notaio: con lo statuto standard l’onorario è ridotto per legge fino alla metà.
Una SRL ordinaria costa in media 2.500-3.500 € per aprire, una SRLS circa 300 €: ma i costi annuali di gestione sono identici.
Requisiti e documenti per aprire una SRL
I requisiti per aprire una SRL sono pochi e accessibili: servono almeno un socio, un capitale sociale sottoscritto, un atto pubblico firmato davanti al notaio e una sede legale in Italia. Non è richiesto un titolo di studio, né un’iscrizione ad albi, salvo le attività regolamentate che hanno requisiti propri (somministrazione, trasporto, sanità, impiantistica).
Possono essere soci sia le persone fisiche sia altre società, italiane o straniere. Per la SRL ordinaria non ci sono limiti di età oltre la maggiore età, né vincoli di cittadinanza, a condizione che i cittadini extra UE rispettino la condizione di reciprocità o siano titolari di un permesso di soggiorno idoneo.
Capitale sociale e versamenti
Il capitale sociale minimo di una SRL è di 10.000 €, ma dal 2013 la legge permette di costituirla anche con un capitale inferiore, da 1 € fino a 9.999,99 € (le regole sui conferimenti stanno negli articoli 2463 e 2464 del codice civile). La differenza non è solo di importo: con capitale sotto i 10.000 € i conferimenti devono essere fatti solo in denaro e versati per intero al momento della costituzione.
Con capitale pari o superiore a 10.000 € le regole sono più flessibili. I soci possono versare subito il 25% dei conferimenti in denaro e il resto in un secondo momento, su richiesta degli amministratori. Fa eccezione la SRL unipersonale, cioè con un socio unico, dove il capitale va versato integralmente in sede di costituzione.
Il versamento iniziale si consegna all’organo amministrativo nominato nell’atto, di solito con assegno circolare intestato alla società in costituzione. Subito dopo l’iscrizione al registro delle imprese quelle somme vanno depositate sul conto della società: per una SRL il conto corrente aziendale è obbligatorio, perché il patrimonio della società deve restare separato da quello dei soci.
Una precisazione utile: il capitale sociale non è una somma congelata. Dopo la costituzione quei soldi si usano normalmente per l’attività, per comprare attrezzature, pagare fornitori o sostenere i primi mesi. Un capitale di 1 €, però, significa partire senza alcun cuscinetto e con una società che agli occhi di banche e fornitori ha una solidità minima.
Documentazione necessaria per i soci
I documenti richiesti sono gli stessi per tutti i soci e vanno consegnati al notaio prima dell’appuntamento. Serve un documento di identità in corso di validità, il codice fiscale e la tessera sanitaria, l’indicazione dello stato civile e del regime patrimoniale per le persone coniugate, i dati di residenza.
Per i soci stranieri si aggiungono il permesso di soggiorno (per i cittadini extra UE) e, se i documenti sono emessi all’estero, la traduzione giurata. Se il socio è una società servono visura camerale aggiornata, statuto vigente e la delibera che autorizza la partecipazione.
Sul fronte digitale la società ha bisogno di una PEC propria, che viene comunicata al registro delle imprese, e della firma digitale di chi dovrà depositare le pratiche. Dal 2025 è obbligatorio anche il domicilio digitale personale dell’amministratore: una PEC intestata alla persona, diversa da quella della società, da comunicare contestualmente all’iscrizione, come chiarito dalle note del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per una società nuova questo adempimento non ha finestre di tolleranza, quindi va messo in conto fin dall’inizio.
Infine serve il contenuto dell’atto: denominazione sociale, oggetto sociale, sede, codice ATECO dell’attività, importo e ripartizione del capitale tra i soci, nomina degli amministratori e durata della società.
Procedura per costituire una SRL
La procedura per costituire una SRL si svolge in tre passaggi: la firma dell’atto costitutivo e dello statuto davanti al notaio, il deposito al registro delle imprese entro 20 giorni, l’apertura della partita IVA tramite la Comunicazione Unica. Dalla firma all’operatività passano in media da due a quattro settimane, a seconda della velocità con cui si raccolgono documenti e firme digitali.
Atto costitutivo e notaio
L’atto costitutivo è il documento che fa nascere la società e deve essere redatto per atto pubblico, quindi davanti a un notaio. Insieme all’atto si firma lo statuto, cioè le regole di funzionamento: come si prendono le decisioni, come si trasferiscono le quote, come si approva il bilancio, cosa succede se un socio esce.
Lo statuto è la parte che i fondatori sottovalutano di più. Due soci al 50% senza una clausola che sblocchi i voti paritari, ad esempio, si ritrovano una società paralizzata alla prima divergenza. Vale la pena discuterne con il notaio prima dell’appuntamento, perché modificarlo dopo richiede un nuovo atto notarile e nuove spese.
Dopo la firma il notaio verifica il versamento del capitale, registra l’atto all’Agenzia delle Entrate e deposita la domanda di iscrizione al registro delle imprese della Camera di commercio. Da quel deposito, e non dalla firma, la società acquista personalità giuridica e la limitazione di responsabilità diventa effettiva.
Costituzione della SRL online
La SRL si può costituire interamente online, con atto pubblico informatico firmato in videoconferenza sulla piattaforma del Consiglio Nazionale del Notariato. I soci si collegano da remoto con la propria firma digitale, il notaio verifica le identità e forma l’atto in formato digitale, senza che nessuno debba spostarsi.
La procedura online ha tre condizioni da rispettare: la sede della società deve essere in Italia, i conferimenti devono essere solo in denaro (niente immobili, macchinari o beni in natura) e, per ottenere lo sconto, lo statuto deve essere quello standard ministeriale. Quando si usano i modelli uniformi l’onorario del notaio è ridotto per legge fino alla metà rispetto alla tariffa ordinaria, il che rende la via digitale la più conveniente in assoluto per una SRL con statuto non personalizzato.
Il limite è proprio lo statuto standard: se servono categorie di quote particolari, patti sui diritti di voto o clausole su misura per gli investitori, si torna allo statuto personalizzato e l’onorario torna libero, anche restando in videoconferenza. In ogni caso resta il lavoro successivo, cioè contabilità, conto, fatturazione e primi adempimenti, che il notaio non copre: Sibill ha messo in piedi proprio per questo un servizio per l’apertura d’azienda che tiene insieme costituzione e avvio operativo.
Apertura della partita IVA e iscrizione al registro delle imprese
L’apertura della partita IVA e l’iscrizione al registro delle imprese avvengono con un’unica pratica telematica, la Comunicazione Unica, che il notaio o il commercialista trasmette alla Camera di commercio attraverso il portale registroimprese.it. Da quella pratica partono in automatico quattro cose: l’iscrizione al registro delle imprese, l’attribuzione della partita IVA, l’apertura delle posizioni INPS e, dove serve, l’apertura della posizione INAIL.
Il deposito va fatto entro 20 giorni dalla stipula. La partita IVA viene attribuita dall’Agenzia delle Entrate di norma in pochi giorni, mentre l’iscrizione al registro richiede qualche giorno in più per l’istruttoria camerale.
Restano poi gli adempimenti di avvio che nessuna pratica automatizza: la SCIA al Comune per le attività che la richiedono, l’iscrizione agli albi o registri speciali, la comunicazione del titolare effettivo, l’attivazione della fatturazione elettronica e la vidimazione dei libri sociali.
Costi per aprire una SRL
Aprire una SRL ordinaria costa in media tra 2.500 € e 3.500 €, di cui circa due terzi di onorario notarile e il resto di imposte e diritti fissi. La forbice è ampia perché l’onorario cambia molto per città, per complessità dello statuto e per modalità di stipula.
A questi importi va aggiunto il capitale sociale, che però non è un costo: resta patrimonio della società e si usa per l’attività.
Spese notarili e imposte di avvio
Le spese si dividono in tre blocchi. Il primo è l’onorario del notaio, che per una SRL ordinaria con statuto personalizzato va in genere da 1.500 € a 2.500 € più IVA, e si dimezza con la costituzione online su modelli standard.
Il secondo blocco sono le imposte fisse legate all’atto: imposta di registro di 200 €, imposta di bollo di 156 € e diritti di segreteria della Camera di commercio intorno ai 120 €. Il terzo blocco riguarda i libri sociali, con la tassa di concessione governativa di 309,87 € per la vidimazione, dovuta ogni anno entro il 16 marzo.
Con lo statuto standard firmato in videoconferenza l’onorario si sarebbe fermato intorno a 1.000 € più IVA e lo stesso totale sarebbe sceso a circa 2.006 €. Dal secondo anno, poi, i costi diventano ricorrenti: diritto annuale camerale di circa 120 €, tassa di vidimazione dei libri, compensi del commercialista per contabilità e bilancio, che per una società di capitali partono da circa 2.000 € l’anno.
Confronto tra costi di una SRL e di una SRLS
La SRL semplificata costa molto meno da aprire. Sul modello standard di statuto previsto per legge il notaio non percepisce onorario, e l’atto costitutivo e l’iscrizione al registro sono esenti da imposta di bollo e diritti di segreteria. Restano a carico l’imposta di registro di 200 € e la tassa sui libri sociali, quindi si parte da circa 300 €, contro i circa 2.500 € e oltre di una SRL ordinaria.
Il risparmio però riguarda solo il giorno della costituzione. I costi di gestione annuali sono praticamente identici, perché la SRLS resta una società di capitali a tutti gli effetti: stesso bilancio, stessa contabilità ordinaria, stessa IRES al 24% e stessa IRAP.
| SRL ordinaria | Più economica all’avvioSRLS | |
|---|---|---|
| Costo di apertura | 2.500-3.500 € | Circa 300 € |
| Onorario notarile | Dovuto | Non dovuto |
| Capitale sociale | Da 1 €, consigliato 10.000 € | Sotto 10.000 €, versato per intero |
| Soci ammessi | Persone fisiche e società | Solo persone fisiche |
| Statuto personalizzabile | Sì | No, modello standard |
| Costi annuali di gestione | Identici | Identici |
Le differenze vere sono tre. Nella SRLS i soci possono essere solo persone fisiche, lo statuto non è modificabile perché è quello tipizzato dal ministero, e il capitale deve restare sotto i 10.000 € e versato per intero in denaro.
Si aggiunge un vincolo sugli utili: le società con capitale inferiore a 10.000 € devono accantonare un quinto degli utili annuali finché riserva e capitale non raggiungono insieme i 10.000 €, una regola più stringente della disciplina della riserva legale nelle SRL ordinarie, dove l’accantonamento è di un ventesimo.
In pratica la SRLS conviene a chi parte con risorse molto limitate, da solo o con un socio di cui si fida, e con un’attività che non richiede statuti su misura. Chi prevede di far entrare investitori, di avere una società tra i soci o di dover personalizzare le regole interne risparmia tempo e denaro scegliendo subito la SRL ordinaria, meglio ancora nella versione online.
Finanziamenti per aprire una SRL
I finanziamenti per aprire una SRL si muovono su tre binari: gli incentivi pubblici per le nuove imprese, il credito bancario garantito e le risorse dei soci. Nella maggior parte dei casi conviene combinarli, perché quasi nessuno strumento copre da solo il fabbisogno dei primi mesi.
Sul fronte pubblico i riferimenti principali sono gli strumenti gestiti da Invitalia, come le misure per le nuove imprese a tasso zero e il programma dedicato alle startup innovative, che finanziano investimenti iniziali con una quota a fondo perduto e una quota di prestito agevolato. Il catalogo aggiornato delle misure nazionali si consulta sul portale pubblico incentivi.gov.it. Si aggiungono i bandi regionali, spesso più accessibili e meno affollati, e il microcredito per le imprese di dimensioni ridotte.
Sul fronte bancario lo strumento decisivo è il Fondo di garanzia per le PMI, che copre con garanzia pubblica una quota rilevante del finanziamento e permette a una società appena costituita, quindi senza storico, di ottenere credito. Le opzioni concrete sono poi diverse per durata e scopo, dal mutuo per gli investimenti alle linee a breve per la liquidità: le diverse tipologie di finanziamento aziendale si scelgono in base a cosa si deve coprire, non a quale costa meno sulla carta.
Un punto vale per tutti gli interlocutori, pubblici o privati. Prima di dare soldi a un’impresa senza bilanci alle spalle, banche e investitori chiedono di vedere i numeri previsti: fatturato atteso, costi, investimenti, flussi di cassa mese per mese, tempi di rientro. Per questo la redazione di un business plan aziendale non è un esercizio formale, ma il documento che determina se la pratica passa o si ferma.
Resta infine la via interna, cioè i versamenti dei soci. Possono essere apporti a capitale, versamenti in conto capitale o finanziamenti soci con obbligo di restituzione: tre forme che hanno effetti fiscali e contabili diversi e vanno decise con il commercialista, non improvvisate dopo.
Sibill apre la tua SRL e la fa partire davvero
Noi di Sibill accompagniamo chi apre una società nel passaggio più scomodo, quello tra la firma dal notaio e la prima fattura emessa. Il servizio mette insieme un commercialista partner dedicato (una persona vera, raggiungibile via mail, telefono o WhatsApp, non un call center), il coordinamento con il notaio e un software leggero per fatturazione e conto, così la società nasce già pronta a lavorare.
I tempi medi sono di circa trenta giorni, aprire una società è un salto nel vuoto, ci siamo passati anche noi: per questo abbiamo costruito un percorso in cui qualcuno risponde quando hai un dubbio, anche dopo la costituzione.
Dalla firma dal notaio alla prima fattura, con un commercialista dedicato
Vuoi creare una SRL? →Domande frequenti
Aprire una SRL conviene rispetto alla partita IVA individuale quando il rischio dell’attività è alto, quando i soci sono più di uno o quando i redditi superano la soglia in cui l’IRPEF progressiva diventa più pesante dell’IRES al 24%. La ditta individuale resta più semplice ed economica sotto i volumi bassi, soprattutto in regime forfettario. Il confronto va fatto sui numeri: il simulatore delle tasse per SRL stima il carico fiscale e contributivo della società.
Una SRL risponde dei debiti societari solo con il proprio patrimonio: i soci rischiano il capitale sottoscritto e nulla di più. Il patrimonio personale resta separato, salvo alcune eccezioni importanti. Rispondono personalmente gli amministratori che hanno gestito la società in modo scorretto, il socio unico che non ha versato l’intero capitale o non ha fatto pubblicità della unipersonalità, e chi ha firmato garanzie personali o fideiussioni in banca, cosa che alle società nuove viene chiesta spesso.
Aprire una SRLS gratis non è possibile, ma è possibile aprirla senza onorario notarile. La legge prevede che per la SRL semplificata, costituita con il modello di statuto standard, il notaio non percepisca compenso e che l’atto e l’iscrizione siano esenti da bollo e diritti di segreteria. Restano comunque dovuti l’imposta di registro di 200 €, la tassa di vidimazione dei libri sociali e il capitale da versare, quindi il conto iniziale si aggira sui 300 €.
Per aprire una SRLS unipersonale servono gli stessi requisiti della SRLS con più soci, con due vincoli in più. Il socio unico deve essere una persona fisica e il capitale, compreso tra 1 € e 9.999,99 €, va versato per intero in denaro al momento della costituzione, senza la possibilità di fermarsi al 25%. Va inoltre indicata la condizione di socio unico negli atti e nel registro delle imprese, altrimenti si perde la responsabilità limitata.

