Il P/EBITDA e l’EV/EBITDA sono due indicatori finanziari (chiamati “multipli”) che servono a valutare rapidamente quanto costa o quanto vale un’azienda. Il P/EBITDA confronta il prezzo delle azioni di una società con il suo margine operativo lordo. L’EV/EBITDA è un indicatore più preciso e completo: confronta il valore totale dell’impresa (inclusi i debiti bancari) con lo stesso margine operativo.
Capire quanto vale un’azienda non è una scienza esatta, ma questi strumenti matematici aiutano imprenditori e investitori a farsi un’idea concreta senza perdersi in stime lunghissime. Se stai pensando di vendere la tua impresa, di acquisire un concorrente o semplicemente vuoi capire come si posiziona la tua società rispetto al mercato, queste due sigle sono fondamentali.
In questa guida pratica vediamo cosa significano esattamente questi indicatori, come si calcolano in modo semplice e perché l’EV/EBITDA è diventato il vero standard d’oro per le compravendite aziendali a livello globale.
Cos’è il rapporto P/EBITDA
Il P/EBITDA è una formula matematica che divide il costo della società (Prezzo) per la ricchezza che produce operativamente (EBITDA). Per comprenderlo, analizziamo le due parti.
Definizione di prezzo e capitalizzazione di mercato
La lettera “P” sta per Price (Prezzo). Per una società quotata in borsa, il prezzo è la capitalizzazione di mercato (il valore totale di tutte le azioni). Per una PMI non quotata, rappresenta l’Equity Value, ovvero il prezzo concordato per comprare le quote dei soci.
H3 Il significato di EBITDA nel bilancio
L’EBITDA è la reale redditività operativa lorda del tuo business. Rappresenta l’utile dell’azienda prima di sottrarre interessi bancari, tasse, svalutazioni e ammortamenti dei macchinari.
Per avere chiara la definizione tecnica di questo indicatore e la sua applicazione pratica, ti rimandiamo alla guida specifica sul calcolo dell’EBITDA, utile per capire come isolare la redditività operativa prima delle detrazioni fiscali e finanziarie.
Nel linguaggio contabile italiano, questo indicatore prende un altro nome. Infatti, il Margine Operativo Lordo o MOL è l’esatto e diretto corrispettivo dell’EBITDA anglosassone.
Il rapporto P/EBITDA ti dice: “Quante volte il margine operativo lordo è contenuto nel prezzo delle quote?”. Ha però un grosso limite: guarda solo al prezzo delle azioni e ignora totalmente i debiti dell’azienda.
Differenza tra Price/EBITDA e EV/EBITDA
La differenza tra i due indicatori sta nel modo in cui si calcola il “costo” dell’azienda.
Mentre la “P” (Price) guarda solo al valore delle azioni, la sigla “EV” sta per Enterprise Value (Valore dell’Impresa) e guarda al costo totale dell’operazione.
L’Enterprise Value si differenzia dalla semplice capitalizzazione perché include l’indebitamento: si ottiene sommando il valore delle azioni (Equity) alla Posizione Finanziaria Netta (PFN) dell’azienda, ovvero calcolando la somma tra l’equity e il debito netto (i debiti verso le banche meno i soldi già presenti in cassa).
Il rapporto EV/EBITDA è molto più preciso perché risponde alla vera domanda di chi compra: “Quanto mi costa veramente questa azienda, considerando che oltre a pagare i soci dovrò anche accollarmi i loro debiti in banca?”.
Confronto tra P/E e EV/EBITDA
Nel mondo degli investimenti si sente spesso parlare del rapporto P/E. Vediamo la differenza e quando conviene usare l’uno o l’altro.
Quando utilizzare il rapporto P/E
Il P/E (Price to Earnings, ovvero Prezzo/Utile) è il rapporto che divide il prezzo delle azioni per l’utile netto finale.
Questo indicatore si focalizza sull’ultima riga del conto economico: per evitare confusioni, ti suggeriamo la lettura dell’articolo sul reddito netto per distinguere chiaramente gli utili finali (usati nel P/E) dai margini operativi lordi (usati nell’EBITDA).
Il P/E è perfetto per il piccolo risparmiatore che compra azioni in borsa e vuole sapere quanto rendono. Ma per un imprenditore che valuta un’acquisizione, il P/E è ingannevole: l’utile netto è infatti falsato da quante tasse paga l’azienda e dagli interessi sui prestiti.
I vantaggi dell’uso dell’EV/EBITDA
L’EV/EBITDA è l’indicatore standard per le fusioni e acquisizioni (M&A) perché valuta solo il “motore” dell’azienda.
Confronta due imprese alla pari: ignora se una paga più tasse o se ha più debiti in banca, concentrandosi solo su quanto sono brave a vendere i propri prodotti con margine. Per completare il quadro sulla redditività operativa dell’azienda, è sempre consigliabile affiancare a questo indicatore l’analisi dell’EBIT, il parametro fondamentale per capire il peso e l’impatto degli ammortamenti e delle svalutazioni (che vengono esclusi dall’EBITDA ma sottratti nell’EBIT).
Analisi comparata: P/E vs EV/EBITDA
La regola d’oro è diretta:
- Usa il P/E se sei un investitore di borsa e vuoi capire se un’azione è cara rispetto agli utili netti che l’azienda ti metterà in tasca.
- Usa l’EV/EBITDA se sei un imprenditore o un acquirente che vuole comprare un’intera azienda per integrarla nel proprio business, assorbendone i debiti e l’operatività.
Interpretazione dei valori: meglio alto o basso?
Il risultato del multiplo EV/EBITDA (es. 6x) è un numero. Questo numero indica esattamente quanti anni di margine operativo lordo servono per ripagare l’intero acquisto dell’azienda.
Cosa indica un multiplo basso
Un multiplo basso (es. 3x o 4x) indica che l’azienda è “economica”. L’impresa genera molta cassa rispetto al suo prezzo d’acquisto.
Attenzione però: un numero basso può indicare un ottimo affare (società sottovalutata), ma spesso segnala un’azienda che opera in un settore vecchio, senza prospettive di crescita o ad alto rischio di fallimento.
I rischi di un rapporto elevato
Un multiplo alto (es. 15x o 20x) indica che l’azienda è “cara”. Questi valori sono tipici delle aziende tecnologiche o di software.
Chi paga questi prezzi è convinto che l’EBITDA di quell’azienda esploderà negli anni successivi. Il rischio per l’imprenditore è di pagare oro un’azienda sulla base di promesse future che potrebbero non realizzarsi mai.
Il significato di un EV/EBITDA negativo
Un risultato negativo indica che l’azienda ha un EBITDA sotto lo zero: è in perdita già a livello operativo, prima ancora di pagare tasse e banche. In questo caso il multiplo è inutile: significa che l’azienda sta bruciando soldi e va valutata con altri metodi (come il valore dei suoi immobili o dei suoi brevetti).
Esempi di calcolo e applicazione
Vediamo un calcolo concreto e veloce.
Esempio pratico di calcolo EV/EBITDA
Vuoi acquisire l’azienda Plastica Srl.
- Prezzo richiesto per le quote (Equity): 5.000.000 €
- Debiti verso le banche: 2.000.000 €
- Liquidità in cassa: 1.000.000 €
- EBITDA annuo: 1.500.000 €
Calcolo dell’Enterprise Value (EV):
5.000.000 (Quote) + 2.000.000 (Debiti) – 1.000.000 (Cassa) = 6.000.000 € (EV).
Calcolo del multiplo EV/EBITDA:
6.000.000 / 1.500.000 = 4x.
Plastica Srl è valutata 4 volte il suo EBITDA. Se la media delle vendite in quel settore si aggira intorno a 6x, quest’azienda è attualmente un affare a buon mercato.
Valutazione delle azioni italiane tramite multipli
Nella realtà, gli analisti prendono aziende simili quotate su Borsa Italiana, estraggono il loro EV/EBITDA medio e lo moltiplicano per l’EBITDA dell’azienda non quotata che vogliono comprare, ottenendone il valore corretto.
Per fare queste stime senza errori, è obbligatorio reperire dati certi: il bilancio d’esercizio depositato è la fonte primaria e ufficiale da cui estrarre i debiti netti e i margini operativi per una corretta analisi fondamentale.
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Conoscere e migliorare il proprio multiplo EV/EBITDA è l’obiettivo di ogni imprenditore che punta a far crescere o a vendere la propria azienda. Il problema è che per farlo serve un EBITDA sempre aggiornato. Passare le giornate a esportare dati dai gestionali, isolando su Excel i costi operativi dalle voci straordinarie o dalle rate dei finanziamenti, è un processo estenuante che paralizza la tua operatività e ti espone a errori costosi.
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Cos’è il multiplo P/E?
Il P/E (Price to Earnings) è un indicatore di borsa che divide il prezzo di un’azione per l’utile netto che essa genera. Serve agli investitori per capire se un’azione è cara o economica rispetto all’utile finale (i soldi veri e propri che restano all’azienda dopo aver pagato tasse e debiti).
Qual è la differenza principale tra P/E e EBITDA?
Il P/E calcola il rapporto usando l’Utile Netto (influenzato da tasse e debiti bancari). I multipli basati sull’EBITDA, invece, usano il Margine Operativo Lordo: guardano solo al guadagno generato vendendo i prodotti e pagando i fornitori, ignorando l’impatto del fisco e degli interessi.
Qual è il valore ottimale del rapporto P/E?
Non c’è un numero perfetto per tutti, dipende dal settore. Un P/E intorno a 15x indica generalmente un’azienda stabile e matura. Sotto il 10x l’azienda è considerata sottovalutata (o in declino). Un P/E sopra il 25x indica aziende percepite in forte e rapida crescita, come quelle tecnologiche.
Perché l’EBITDA è importante per la valutazione?
È fondamentale perché “mette alla pari” aziende diverse. Valuta la pura capacità dell’imprenditore di fare business con la sua struttura operativa, cancellando dal calcolo le differenze di tassazione tra Paesi, le scelte contabili sugli ammortamenti o la decisione di indebitarsi pesantemente con le banche piuttosto che usare capitali propri.