Il conto economico è il prospetto che mostra ricavi e costi dell’anno per calcolare l’utile o la perdita. Risponde alla domanda: l’azienda ha guadagnato o perso nell’esercizio? È uno dei documenti obbligatori del bilancio insieme allo stato patrimoniale e alla nota integrativa.
Fare il conto economico significa registrare tutte le operazioni dell’anno seguendo uno schema preciso. Parti dai ricavi (vendite e altri proventi), togli i costi operativi (acquisti, personale, ammortamenti), consideri la gestione finanziaria (interessi), calcoli le imposte, e ottieni il risultato finale: utile se positivo, perdita se negativo.
Questo documento serve per tre cose. Primo: obbligo di legge per le società di capitali. Secondo: capire se l’attività sta funzionando economicamente. Terzo: base per decidere investimenti, chiedere prestiti, distribuire dividendi. In questa guida vediamo come costruire un conto economico passo per passo, con esempi pratici e modelli scaricabili.
Cos’è il conto economico e a cosa serve
Il conto economico è il documento che racconta la storia economica dell’anno. A differenza dello stato patrimoniale (che fotografa un momento), il conto economico è dinamico: mostra cosa è successo in 12 mesi. Insieme allo stato patrimoniale e alla nota integrativa, forma il bilancio civilistico obbligatorio per tutte le società di capitali.
Le funzioni principali sono:
Obbligo legale: tutte le S.r.l., S.p.A., cooperative devono redigerlo ogni anno e depositarlo al Registro Imprese entro 30 giorni dall’approvazione.
Misura della performance: ti dice se stai guadagnando o perdendo. Un’azienda può avere un ottimo stato patrimoniale ma perdere soldi ogni anno, o viceversa.
Base per le imposte: il risultato del conto economico è il punto di partenza per calcolare IRES e IRAP. L’Agenzia delle Entrate parte da qui e applica le variazioni fiscali.
Strumento gestionale: analizzando il conto economico capisci quali aree generano utili, dove stanno i costi eccessivi, se i margini migliorano o peggiorano.
Comunicazione esterna: banche, fornitori, potenziali investitori lo guardano per valutare l’affidabilità economica prima di concedere credito o investire.
Il conto economico si azzera ogni anno: il 1° gennaio parti da zero e accumuli ricavi e costi fino al 31 dicembre. L’utile (o la perdita) va poi nello stato patrimoniale ad aumentare (o diminuire) il patrimonio netto.
Lo schema del conto economico civilistico
L’articolo 2425 del Codice Civile stabilisce lo schema obbligatorio. È strutturato in sezioni identificate da lettere (A, B, C, D, E). Vediamo ognuna in dettaglio.
Il valore della produzione
La sezione A) mostra tutti i ricavi e proventi operativi. È il punto di partenza: quanto hai prodotto di valore nell’anno.
Le voci principali sono:
A1) Ricavi delle vendite e delle prestazioni: il fatturato vero e proprio. Vendite di prodotti, prestazioni di servizi, canoni, abbonamenti. È la voce più importante.
A2) Variazioni delle rimanenze di prodotti: se produci e non vendi subito, aumenti il magazzino. Questa variazione va nei ricavi (hai prodotto valore anche se non hai ancora venduto).
A3) Variazioni dei lavori in corso su ordinazione: per chi lavora su commessa (edilizia, cantieristica), i lavori non finiti vanno valorizzati.
A4) Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni: se costruisci internamente un macchinario o un programma, capitalizzi il costo come ricavo figurativo.
A5) Altri ricavi e proventi: tutto il resto. Contributi in conto esercizio, rimborsi assicurativi, proventi accessori, affitti attivi se non è l’attività principale.
La somma di A1+A2+A3+A4+A5 dà il Valore della produzione totale. È il numeratore di tutti i calcoli: quanto valore hai generato dall’attività operativa.
I costi della produzione
La sezione B) contiene tutti i costi operativi sostenuti per generare il valore della produzione. È la sezione più articolata.
Le voci principali:
B6) Acquisti di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci: tutto quello che compri per produrre o rivendere. Materie prime, componenti, merci.
B7) Costi per servizi: consulenze, lavorazioni esterne, trasporti, utenze (luce, gas, telefono), manutenzioni, assicurazioni, pubblicità.
B8) Costi per godimento beni di terzi: affitti, noleggi, canoni di leasing operativo.
B9) Costi per il personale: stipendi lordi, contributi previdenziali, TFR, altri costi del personale.
B10) Ammortamenti e svalutazioni: quote annuali di ammortamento di immobilizzazioni materiali e immateriali, svalutazioni di crediti.
B11) Variazioni delle rimanenze di materie: se il magazzino materie diminuisce, hai consumato più di quanto hai comprato. Va nei costi con segno negativo (riduce i costi) o positivo (aumenta).
B12) Accantonamenti per rischi: accantonamenti a fondi rischi e oneri.
B13) Altri accantonamenti: accantonamenti diversi.
B14) Oneri diversi di gestione: tutto il resto. Imposte indirette (IMU, bolli), minusvalenze, perdite su crediti, altri oneri.
La somma di tutte le voci B) dà i Costi della produzione totali.
La differenza (A – B) dà il Risultato operativo (EBIT): quanto hai guadagnato dall’attività caratteristica prima di interessi e tasse.
Proventi e oneri finanziari
La sezione C) mostra la gestione finanziaria: quanto costano i debiti e quanto rendono gli investimenti finanziari. Per approfondire, leggi l’articolo sugli oneri finanziari.
Le voci principali:
C15) Proventi da partecipazioni: dividendi ricevuti da società partecipate.
C16) Altri proventi finanziari: interessi attivi su conti correnti, titoli, finanziamenti concessi.
C17) Interessi e altri oneri finanziari: interessi passivi su mutui, prestiti bancari, finanziamenti, scoperti di conto.
C17-bis) Utili e perdite su cambi: differenze cambio su operazioni in valuta estera.
La somma algebrica dà il Risultato della gestione finanziaria. Di solito è negativo (paghi più interessi di quanti ne incassi) tranne per holding finanziarie.
Il Risultato operativo + Risultato finanziario dà il Risultato prima delle imposte.
Rettifiche di valore e risultato d’esercizio
Le sezioni finali completano il quadro:
Sezione D) Rettifiche di valore di attività finanziarie: rivalutazioni o svalutazioni di partecipazioni, titoli. Poco frequente.
Sezione E) Proventi e oneri straordinari: eliminata dal 2016. Eventi straordinari vanno ora in A5 o B14.
Imposte sul reddito: IRES (24% sull’imponibile) e IRAP (circa 3,9%). L’imposta effettiva può essere diversa per variazioni fiscali.
L’ultima riga è il Risultato d’esercizio: utile se positivo, perdita se negativo. Questo è il reddito netto che va nello stato patrimoniale ad aumentare o diminuire il patrimonio netto.
Un esempio pratico di conto economico svolto
Vediamo passo per passo come costruire un conto economico completo con dati reali.
Analisi dei ricavi e dei costi operativi
Prendiamo la Alfa Manufacturing Srl (produce componenti in metallo), chiusura esercizio 31/12/2024.
Sezione A — Valore della produzione
Sezione B — Costi della produzione
Risultato operativo (A − B)
Gestione delle rimanenze finali
Le rimanenze sono cruciali nel conto economico. Vediamo come funzionano nell’esempio.
Come variano le rimanenze
Cosa significa in pratica
A2 — Prodotti finiti (+15.000 €): la produzione supera le vendite di 15.000 €. Di conseguenza, quella differenza viene aggiunta ai ricavi: l’azienda ha generato quel valore anche se non lo ha ancora incassato.
B11 — Materie prime (−5.000 €): nell’anno sono stati consumati 325.000 € di materie, a fronte di acquisti per soli 320.000 €. In altre parole, si è attinto per 5.000 € alle scorte iniziali. La variazione riduce pertanto i costi effettivi dell’esercizio.
Regola da ricordare
Calcolo degli ammortamenti e delle svalutazioni
Gli ammortamenti distribuiscono il costo di un bene nel tempo. La Alfa Manufacturing ha questi beni da ammortizzare
Beni ammortizzabili
Riepilogo ammortamenti
Svalutazione crediti
Stato patrimoniale: il credito verso il cliente viene ridotto di 8.000 € tramite il fondo svalutazione crediti.
Regola da ricordare
Determinazione dell’utile o della perdita
Punto di partenza
Gestione finanziaria
Imposte sul reddito
Riepilogo a cascata
Destinazione dell’utile
Regola da ricordare
Il conto economico riclassificato
Lo schema civilistico è obbligatorio per legge ma non è il più utile per l’analisi. Il conto economico riclassificato riorganizza i dati per mostrare margini intermedi significativi. Per capire come trasformare i dati, leggi la guida sulla riclassificazione del conto economico a valore aggiunto.
Differenze con il modello ordinario
Le differenze principali tra civilistico e riclassificato:
Schema civilistico:
- Obbligatorio per legge
- Costi raggruppati per natura (materie, servizi, personale)
- Non mostra margini intermedi chiari
- Difficile confrontare aziende diverse
Schema riclassificato:
- Facoltativo, per uso interno
- Costi riorganizzati per mostrare margini
- Evidenzia: valore aggiunto, EBITDA, EBIT, utile
- Più utile per analisi e decisioni
Lo schema civilistico mescola tutto: trovi gli ammortamenti sparsi, i costi del personale in una riga, difficile capire quale sia la vera redditività operativa. Il riclassificato separa i livelli:
- Quanto guadagni dalle vendite (fatturato)
- Quanto resta dopo i costi esterni (valore aggiunto)
- Quanto resta dopo il personale (EBITDA)
- Quanto resta dopo ammortamenti (EBIT)
- Quanto resta dopo interessi e tasse (utile netto)
Esempio a valore aggiunto
Riprendiamo la Alfa Manufacturing e riclassifichiamo i dati a valore aggiunto. Questo schema evidenzia il Margine Operativo Lordo (MOL) come indicatore chiave della performance operativa.
CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO – Alfa Manufacturing Srl
Alfa Manufacturing S.r.l. — Conto economico riclassificato FY 2024
Schema a valore aggiunto
Utile netto d’esercizio
Note al documento
Puoi confrontare questi margini con la media del settore o con gli anni precedenti per valutare se stai migliorando o peggiorando.
Modelli di conto economico in Excel e PDF
Per fare il conto economico serve un modello strutturato. Vediamo dove trovare i migliori.
Scaricare un modello di conto economico in Excel
Un foglio Excel ben fatto ti aiuta a calcolare automaticamente i totali e i margini. Vale la pena notare che molte aziende passano da Excel a software gestionali, come mostra il caso di chi ha sostituito Excel con Sibill per eliminare errori manuali.
Esempio di conto economico in PDF
I PDF sono utili per:
- Archiviare il bilancio approvato
- Inviare a banche o partner
- Depositare al Registro Imprese
- Conservazione a norma
Un esempio completo in PDF dovrebbe includere:
Copertina con:
- Nome società
- Esercizio (es. “Bilancio al 31/12/2024”)
- Data approvazione
Conto economico:
- Schema completo art. 2425
- Numeri anno corrente e precedente
- Note esplicative per voci principali
Appendice con:
- Dettaglio voci significative
- Analisi margini
- Confronto pluriennale (3-5 anni)
Dove trovare esempi:
- Registro Imprese: scarica i bilanci depositati da società simili
- OIC (Organismo Italiano Contabilità): pubblica esempi pratici
- Siti di società quotate: nella sezione investor relations
Puoi usare un PDF di esempio come riferimento per capire come strutturare il tuo, ma ricorda che i numeri devono essere i tuoi reali.
Monitora il conto economico con Sibill
Fare il conto economico una volta all’anno con il bilancio va bene per l’obbligo fiscale, ma per gestire bene l’azienda serve monitorarlo continuamente. Molte aziende scoprono problemi troppo tardi perché guardano i numeri solo a fine anno.
Sibill aiuta a tenere sotto controllo ricavi, costi e margini in tempo reale, integrando automaticamente i dati contabili. Puoi vedere l’andamento economico mese per mese, confrontare con i periodi precedenti, identificare subito se i margini peggiorano per intervenire rapidamente.
Scopri di più su sibill.com
Come si fa un conto economico passo dopo passo?
Segui questi passi:
- Raccogli i documenti dell’anno — fatture emesse, fatture ricevute, estratti conto, buste paga.
- Classifica le operazioni per voce — ricavi vendite, acquisti materie, costi servizi, personale.
- Calcola le rimanenze finali di magazzino — fai l’inventario fisico e confrontalo con quelle iniziali.
- Calcola gli ammortamenti dell’anno per ogni bene: macchinari, attrezzature, automezzi, software.
- Inserisci tutto nello schema civilistico — sezione A ricavi, sezione B costi, sezione C gestione finanziaria.
- Calcola le imposte — IRES e IRAP sul risultato ante imposte.
- Determina l’utile o la perdita finale.
- Verifica che i totali quadrino e che ogni voce sia classificata correttamente.
Per i primi anni è consigliabile farti aiutare da un commercialista.
Quali sono i conti principali del conto economico?
I conti principali si dividono in quattro categorie:
- Ricavi — vendite di prodotti e servizi (la voce più importante), variazioni rimanenze, altri ricavi operativi.
- Costi operativi — acquisti materie prime, costi per servizi (consulenze, trasporti, utenze), affitti e noleggi, costo del personale (stipendi e contributi), ammortamenti e svalutazioni.
- Gestione finanziaria — interessi attivi su depositi e crediti, interessi passivi su debiti e finanziamenti.
- Imposte — IRES (24% sull’imponibile) e IRAP (circa 3,9%).
La struttura segue sempre questo ordine: parti dai ricavi, togli i costi operativi per ottenere il risultato operativo, aggiungi o togli il risultato finanziario, sottrai le imposte, ottieni l’utile o perdita netto.
Qual è la differenza tra bilancio e conto economico?
Il bilancio è il documento completo obbligatorio che include quattro parti:
- Stato patrimoniale — cosa possiedi e cosa devi al 31 dicembre.
- Conto economico — ricavi e costi dell’anno.
- Rendiconto finanziario — come è cambiata la liquidità.
- Nota integrativa — spiegazioni e dettagli.
Il conto economico è solo una delle quattro parti del bilancio. Mentre lo stato patrimoniale è una fotografia statica di un momento, il conto economico è dinamico e racconta cosa è successo in tutto l’anno. Servono tutti insieme: lo stato patrimoniale dice quanto vale l’azienda, il conto economico dice se ha guadagnato, il rendiconto dice come si sono mossi i soldi, la nota spiega il tutto.
Come capire se un conto è economico o finanziario?
La differenza sta in cosa rappresentano:
- Conti economici — misurano ricavi e costi che determinano l’utile: ricavi vendite, costi acquisti, stipendi, ammortamenti, interessi passivi, imposte. Si usano nel conto economico e si “chiudono” a fine anno trasferendo il saldo all’utile.
- Conti finanziari — rappresentano liquidità disponibile: cassa, banca, depositi. Sono conti patrimoniali (vanno nello stato patrimoniale) e non si chiudono ma continuano l’anno dopo.
La distinzione si basa sul principio di competenza economica: i conti economici registrano quando maturano diritti e obblighi, i conti finanziari quando si muovono i soldi.
Regola pratica — serve per calcolare l’utile? È economico. Rappresenta denaro disponibile? È finanziario. Tutto il resto (crediti, debiti, magazzino, immobilizzazioni) è patrimoniale.