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In questo articolo

Riconciliazione bancaria: cos’è, esempio pratico e file Excel

Cashflow

La riconciliazione bancaria è il controllo che verifica se il saldo del conto corrente in banca corrisponde a quello registrato nella contabilità aziendale. Serve a trovare e correggere le differenze tra quello che hai scritto nei tuoi registri e quello che la banca ti mostra nell’estratto conto.

Queste differenze sono normali. Per esempio: fai un bonifico oggi e lo segni subito in contabilità, ma la banca lo elabora solo dopo qualche giorno. Oppure la banca ti addebita delle commissioni che tu non hai ancora registrato. La riconciliazione serve a verificare che ogni movimento sia giusto e che non ci siano errori o operazioni dimenticate.

Come si fa? Prendi l’estratto conto della banca e lo confronti con i movimenti che hai registrato in contabilità. Trovi le operazioni che risultano solo da una parte (le chiamiamo “partite in sospeso”), registri quello che mancava, e verifichi che alla fine i due saldi tornino uguali. È un controllo importante per la salute dell’impresa e diventa obbligatorio a fine anno quando chiudi il bilancio.

Cos’è la riconciliazione bancaria

Prima di entrare nel dettaglio di come si esegue, è importante capire bene cosa significa questo controllo, perché è necessario e quali sono le differenze che normalmente si incontrano tra i registri aziendali e quelli bancari.

Il significato e l’obiettivo del controllo

Il controllo serve a tre cose principali. Prima: trovare errori. Possono essere errori della banca (rari ma succedono), errori tuoi quando registri (importo sbagliato, movimento dimenticato), o semplici errori di battitura. Seconda: prevenire frodi. Se controlli regolarmente, vedi subito se ci sono movimenti strani o non autorizzati sul conto. Terza: avere dati affidabili. Devi sapere esattamente quanti soldi hai per pagare i fornitori, fare investimenti, gestire la liquidità.

Quando è particolarmente importante fare questo controllo? A fine mese per chiudere bene la contabilità, prima di prendere decisioni finanziarie importanti (come chiedere un prestito o fare un investimento), quando sospetti che ci sia qualcosa che non va, e obbligatoriamente al 31 dicembre quando chiudi il bilancio annuale.

La differenza tra saldo contabile e saldo bancario

Il saldo bancario è quello che vedi nell’estratto conto della banca. Mostra tutte le operazioni che la banca ha effettivamente elaborato sul tuo conto. Include anche cose che magari tu non hai ancora registrato: commissioni che la banca ti ha addebitato, interessi, spese varie, bonifici arrivati che non sapevi.

Le differenze principali sono di quattro tipi:

Partite in sospeso tue: operazioni che hai già segnato in contabilità, ma la banca non le ha ancora elaborate.

Esempi: assegni che hai dato ma il fornitore non ha ancora portato in banca (possono passare anche settimane), bonifici che hai fatto ma con data valuta futura, operazioni fatte a fine giornata che la banca registrerà domani.

Partite in sospeso della banca: operazioni che la banca ha fatto, ma tu non hai ancora registrato. Esempi: commissioni che la banca ti ha addebitato, interessi passivi se usi il fido, spese varie (canone del conto, costi per bonifici), bonifici ricevuti che non sapevi, addebiti automatici (bollette, rate) che ti eri dimenticato.

Errori: importi sbagliati quando registri, operazioni registrate due volte, operazioni completamente dimenticate.

Differenze di valuta: la banca usa date diverse per calcolare quando i soldi sono davvero disponibili. Queste differenze di solito si sistemano da sole nei giorni successivi.

Ecco qui un esempio:

Al 30 novembre la Gamma Srl (azienda di import-export) ha questi dati: saldo contabile conto corrente: 45.000 € (secondo la contabilità interna). Saldo estratto conto bancario: 42.300 € (secondo la banca). Differenza: 2.700 €.

La riconciliazione serve a capire da dove viene questa differenza e se è tutto corretto oppure ci sono errori da sistemare.

Come fare la riconciliazione bancaria

Vediamo ora il processo operativo vero e proprio: quali documenti servono, come si costruisce il prospetto di riconciliazione, e un esempio pratico completo per capire ogni passaggio.

La raccolta dei documenti necessari

Prima di iniziare devi raccogliere tre cose.

Estratto conto bancario: chiedi alla banca l’estratto del mese che vuoi controllare. Deve avere: saldo iniziale, tutti i movimenti (data, descrizione, importi in entrata e uscita), saldo finale. Oggi le banche te lo fanno scaricare online in PDF o Excel.

Registrazioni della tua contabilità: dal tuo software gestionale (o dal foglio Excel) prendi tutti i movimenti che hai registrato per quel conto corrente nello stesso periodo. Anche qui servono: saldo iniziale, movimenti con date e importi, saldo finale.

Prima di iniziare il confronto vero e proprio, organizza tutto: metti i movimenti in ordine cronologico, evidenzia quelli già controllati il mese scorso (se fai la riconciliazione ogni mese), prepara un foglio (Excel o anche carta) dove segnerai le differenze.

Il prospetto di riconciliazione bancaria

Il prospetto è il documento dove scrivi il percorso logico per passare da un saldo all’altro, mostrando tutte le differenze. Ci sono due modi per farlo, entrambi vanno bene.

Metodo 1: parti dal tuo saldo contabile

Prendi il saldo dei tuoi registri e fai gli aggiustamenti per arrivare al saldo della banca:

Saldo contabile: XXXX €

(-) Assegni che hai dato ma non ancora incassati: (XXX €)

(-) Bonifici che hai fatto ma non ancora addebitati: (XXX €)

(+) Bonifici ricevuti che non hai ancora registrato: +XXX €

(-) Commissioni bancarie da registrare: (XXX €)

(-) Altri addebiti da registrare: (XXX €)

(=) Saldo rettificato = Saldo banca

Metodo 2: parti dal saldo bancario

Prendi il saldo della banca e fai gli aggiustamenti per arrivare al tuo saldo:

Saldo banca: XXXX €

(+) Assegni che hai dato ma non ancora incassati: +XXX €

(+) Bonifici che hai fatto ma non ancora addebitati: +XXX €

(-) Bonifici ricevuti che non hai ancora registrato: (XXX €)

(+) Commissioni bancarie da registrare: +XXX €

(+) Altri addebiti da registrare: +XXX €

(=) Saldo rettificato = Tuo saldo contabile

Esempio Sibill

Metodo 1: dal saldo contabile Metodo 2: dal saldo bancario
* Clicca l’altro tab per vedere il metodo alternativo
1
Parti dal saldo contabile
Rettifica il tuo registro per arrivare al saldo della banca
Saldo contabile (libro mastro)
XXXX €
Assegni emessi non ancora incassati
già registrati in contabilità, il fornitore non li ha ancora depositati
(XXX €)
Bonifici emessi non ancora addebitati
registrati in contabilità con data valuta futura
(XXX €)
+
Bonifici ricevuti non ancora registrati
la banca li ha accreditati ma non sono ancora in contabilità
+XXX €
Commissioni bancarie da registrare
canoni, spese su bonifici, costi per servizi bancari
(XXX €)
Altri addebiti da registrare
rate, utenze domiciliate, interessi passivi sul fido
(XXX €)
=
Saldo rettificato: deve coincidere con il saldo banca
XXXX €
2
Parti dal saldo bancario
Rettifica l’estratto conto per arrivare al tuo saldo contabile
Saldo estratto conto bancario
XXXX €
+
Assegni emessi non ancora incassati
già in contabilità, non ancora elaborati dalla banca
+XXX €
+
Bonifici emessi non ancora addebitati
registrati da te, la banca li scalerà nei prossimi giorni
+XXX €
Bonifici ricevuti non ancora registrati
già sul conto bancario, ancora assenti dalla tua contabilità
(XXX €)
+
Commissioni bancarie da registrare
già scalate dalla banca, non ancora nella tua contabilità
+XXX €
+
Altri addebiti da registrare
rate, utenze domiciliate, interessi passivi sul fido
+XXX €
=
Saldo rettificato: deve coincidere con il tuo saldo contabile
XXXX €
📋
Come usarlo: se il saldo rettificato non coincide con quello di destinazione, c’è ancora almeno una differenza da trovare. Una volta completato, conserva il prospetto nella documentazione contabile: revisori e Agenzia delle Entrate possono richiederlo come prova del controllo effettuato.
Hai ancora questo prospetto su un foglio Excel?
Con Sibill i movimenti bancari vengono importati automaticamente, le differenze emergono in tempo reale e il prospetto è sempre aggiornato e pronto da condividere con il tuo commercialista.
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Esempio pratico di procedura

Vediamo un caso completo con numeri reali per capire bene come funziona.

Ecco qui un esempio:

Esempio pratico di riconciliazione bancaria: caso Delta Servizi Srl
Esempio Sibill
Esempio pratico
Delta Servizi Srl — Riconciliazione bancaria al 30 novembre
Conto: Unicredit c/c 123456
Responsabile: Marco Ferretti (amm.)
Data controllo: 02/12/2024
Saldo contabile al 30/11
52.000,00 €
Saldo bancario al 30/11
48.650,00 €
Differenza da giustificare
3.350,00 €
Assegni emessi non ancora incassati
Partita in sospeso
Assegno n. 245 del 25/11 a Rossi Forniture Srl
Emesso per acquisto materiali. Il fornitore non lo ha ancora depositato in banca.
1.200,00 €
Assegno n. 246 del 28/11 a Bianchi Materiali SpA
Emesso per saldo fattura n. 88/2024. Non ancora presentato all’incasso.
800,00 €
Totale assegni in sospeso (2.000,00 €)
Bonifico emesso non ancora addebitato
Partita in sospeso
Bonifico del 30/11 a TechCloud Italia Srl per canone mensile hosting
Già registrato in contabilità a novembre. Valuta bancaria: 01/12/2024.
1.500,00 €
Totale (1.500,00 €)
Commissioni bancarie non registrate
Da registrare
Commissione trimestrale tenuta conto Unicredit, addebitata il 30/11
Voce non prevista in anticipo, non ancora registrata in prima nota.
35,00 €
Totale (35,00 €)
Bonifico ricevuto non registrato
Da registrare
Accredito del 29/11 da Studio Verde Associati per saldo fattura n. 112/2024
Già presente sull’estratto conto. L’azienda non aveva ancora ricevuto la conferma del cliente.
185,00 €
Totale +185,00 €

Prospetto di riconciliazione al 30/11/2024

Metodo: dal saldo contabile al saldo bancario

Saldo contabile libro mastro al 30/11
52.000,00 €
Assegni emessi non ancora incassati (n. 245 + n. 246)
(2.000,00 €)
Bonifico a TechCloud Italia — valuta 01/12
(1.500,00 €)
+ Bonifico ricevuto da Studio Verde Associati
+185,00 €
Commissioni Unicredit trimestrale
(35,00 €)
= Saldo rettificato ✓ Corrisponde al saldo bancario
48.650,00 €



Perfetto! I due saldi ora coincidono. A questo punto l’amministratore deve registrare in contabilità: il bonifico ricevuto di 185 € e le commissioni bancarie di 35 €. Gli assegni e il bonifico fatto non vanno registrati di nuovo perché sono già in contabilità: semplicemente la banca non li ha ancora elaborati.

Gestione operativa e strumenti

La riconciliazione può essere fatta manualmente su carta, con Excel, o con software automatici. Vediamo i diversi approcci e quando conviene passare da uno all’altro.

La riconciliazione bancaria con Excel

Excel è lo strumento più usato dalle piccole e medie imprese. Offre un buon equilibrio tra flessibilità e facilità d’uso, ma devi stare attento agli errori.

Un buon modello Excel funziona così: un foglio dove metti l’estratto conto della banca (data, descrizione, entrate, uscite, saldo), un foglio dove metti i movimenti dalla tua contabilità nella stessa struttura, un foglio di riconciliazione dove confronti i due e segni le differenze.

Come si fa? Importi (o scrivi a mano) l’estratto conto nel primo foglio, importi i movimenti della tua contabilità nel secondo foglio, nel foglio di riconciliazione crei due colonne affiancate (contabilità a sinistra, banca a destra), spunti con una “X” i movimenti che coincidono perfettamente, evidenzi in rosso quelli che appaiono solo da una parte, sotto fai una lista delle “differenze trovate” con gli importi, calcoli il saldo rettificato e verifichi che torni.

I vantaggi di Excel: puoi organizzarlo come vuoi, non costa niente (se hai già Excel), è facile da usare se lo conosci, puoi tenere lo storico di tutti i mesi in un unico file.

I limiti: rischio alto di fare errori (copia-incolla sbagliati, formule sbagliate), ci vuole molto tempo ogni mese, diventa difficile quando hai centinaia di movimenti, non ti avvisa se sbagli qualcosa, devi rifare tutto ogni mese da zero. Come mostra il caso di aziende che hanno sostituito Excel con Sibill, molte imprese capiscono col tempo che farlo a mano diventa troppo pesante e passano a strumenti automatici.

I vantaggi sono chiari: risparmi tantissimo tempo (da ore a minuti ogni mese), fai molti meno errori grazie all’automazione, hai sempre i dati aggiornati, puoi vedere chi ha fatto cosa e quando, ottieni reportistica automatica con storico e statistiche, puoi gestire anche migliaia di movimenti senza fatica.

I software moderni offrono anche funzioni avanzate: riconciliazione di più conti contemporaneamente, gestione di valute diverse per chi lavora con l’estero, notifiche automatiche se trovano anomalie, integrazione con il software di contabilità (così non devi registrare le cose due volte), esportazione facile per revisori e commercialisti.

Quando conviene passare da Excel a un software? Dipende da: quanti movimenti hai al mese (sotto i 100 Excel va bene, sopra i 200 diventa pesante), quanto spesso fai la riconciliazione (se mensile Excel regge, se settimanale serve l’automatico), quante persone lavorano sui conti (più persone = più rischi di errori con Excel), quanto costa il tempo dell’amministratore (se ci mette 3-4 ore al mese, il software si ripaga da solo).

Scritture contabili e scadenze

Una volta completata la riconciliazione, bisogna registrare in contabilità le differenze emerse e rispettare le scadenze obbligatorie, in particolare quella di fine anno.

Le registrazioni delle differenze

Le differenze identificate durante la riconciliazione vanno registrate in contabilità per allineare il saldo contabile con quello reale. Non tutte le differenze richiedono una registrazione: gli assegni emessi ma non incassati e i bonifici emessi non addebitati sono già registrati in contabilità e non serve fare nulla semplicemente si aspetta che la banca li processi. Le differenze che richiedono registrazione sono quelle dove la banca ha fatto un movimento che la contabilità non conosceva.

Bonifici ricevuti non registrati: quando la banca accredita un bonifico in arrivo ma l’azienda non lo sapeva ancora, va registrato in prima nota: Dare Banca c/c, Avere Cliente (o altra contropartita appropriata).

Interessi passivi sul fido: se l’azienda usa un fido bancario (scoperto autorizzato), la banca addebita periodicamente gli interessi. Vanno registrati: Dare Interessi passivi, Avere Banca c/c.

Addebiti automatici dimenticati: rate di finanziamenti, utenze domiciliate, canoni vari – se non erano stati previsti e registrati, vanno inseriti ora: Dare contropartita appropriata (Fornitore, Finanziamento, ecc.), Avere Banca c/c.

Errori scoperti: se durante la riconciliazione emerge che un movimento era stato registrato per un importo sbagliato, va fatta una scrittura di rettifica per correggere l’errore.

Ecco qui un esempio:

Durante la riconciliazione di dicembre alla Epsilon Commerciale Srl emergono queste operazioni da registrare: commissione bancaria trimestrale 45 € addebitata il 20/12, bonifico ricevuto dal cliente Verdi 1.250 € accreditato il 18/12 ma non ancora registrato, interessi passivi su fido 78 € addebitati il 31/12.

Esempio Sibill
Esempio pratico
Epsilon Commerciale Srl — Scritture contabili da riconciliazione dicembre
Conto: Intesa Sanpaolo c/c 789012
Responsabile: Laura Gatti (contabilità)
Data registrazione: 02/01/2025
Operazioni emerse dalla riconciliazione
Commissione bancaria trimestrale
20/12/2024
Intesa Sanpaolo ha addebitato 45,00 € di commissione trimestrale tenuta conto. La voce non era ancora presente in prima nota: va classificata come onere bancario.
Conto Dare Avere
Dare Oneri bancari
Conto economico — oneri finanziari
45,00 €
Avere Banca c/c
Stato patrimoniale — disponibilità liquide
45,00 €
Bonifico ricevuto non ancora registrato
18/12/2024
Il cliente Verdi & Associati Srl ha accreditato 1.250,00 € il 18/12 a saldo della fattura n. 204/2024. Il pagamento era già visibile sull’estratto conto ma non ancora registrato in contabilità.
Conto Dare Avere
Dare Banca c/c
Stato patrimoniale — disponibilità liquide
1.250,00 €
Avere Crediti vs clienti — Verdi & Associati Srl
Stato patrimoniale — crediti commerciali
1.250,00 €
Interessi passivi su fido bancario
31/12/2024
Intesa Sanpaolo ha addebitato 78,00 € di interessi passivi sul fido di conto corrente al 31/12. Vanno rilevati come onere finanziario di competenza dell’esercizio.
Conto Dare Avere
Dare Interessi passivi su c/c
Conto economico — oneri finanziari
78,00 €
Avere Banca c/c
Stato patrimoniale — disponibilità liquide
78,00 €
Dopo queste tre registrazioni il saldo contabile torna uguale a quello bancario. Le voci in sospeso sono state tutte rilevate in prima nota e i conti sono allineati. Il prospetto di riconciliazione di dicembre può essere archiviato nella documentazione contabile.

Dopo queste registrazioni il saldo contabile torna uguale a quello bancario.

La riconciliazione bancaria al 31 dicembre

La riconciliazione di fine anno riveste un’importanza particolare perché è obbligatoria ai fini della corretta chiusura del bilancio d’esercizio. Il saldo del conto corrente che appare nello stato patrimoniale deve essere verificato e corretto attraverso questa procedura. Il bilancio d’esercizio deve rappresentare la situazione patrimoniale e finanziaria reale dell’azienda al 31 dicembre, quindi serve identificare le differenze, registrare quelle necessarie, e documentare quelle temporanee in nota integrativa se significative.

La procedura al 31 dicembre segue gli stessi passaggi della riconciliazione mensile, ma con alcune attenzioni aggiuntive:

Richiedere l’estratto conto definitivo: serve l’estratto conto al 31/12 chiuso, non provvisorio. Alcune banche lo rendono disponibile solo dopo qualche giorno dall’inizio dell’anno nuovo.

Verificare tutte le partite in sospeso: assegni emessi ma non incassati a fine anno vanno elencati analiticamente con numero assegno, beneficiario, importo. Se ci sono assegni molto vecchi (emessi da più di 6 mesi) non ancora incassati, vanno indagati: potrebbero essere perduti o dimenticati. Bonifici emessi con valuta successiva al 31/12 vanno evidenziati.

Registrare tutte le operazioni bancarie di dicembre: è fondamentale che tutte le commissioni, spese, interessi di dicembre siano registrati in contabilità prima della chiusura. Altrimenti il conto economico non è completo.

Documentare la riconciliazione: il prospetto di riconciliazione al 31/12 va conservato nella documentazione di bilancio. In caso di revisione legale, il revisore lo richiederà sicuramente.

Nota integrativa: se ci sono partite in sospeso significative (per esempio assegni emessi per importi elevati non ancora incassati), possono essere menzionate in nota integrativa per chiarire la situazione ai lettori del bilancio.

La tempistica è importante: idealmente la riconciliazione al 31/12 andrebbe fatta entro metà gennaio, prima che il commercialista inizi a lavorare sul bilancio. Così eventuali rettifiche o correzioni possono essere fatte per tempo senza creare fretta o ritardi nella chiusura del bilancio.

Automatizza la riconciliazione con Sibill

Gestire manualmente la riconciliazione bancaria ogni mese richiede tempo prezioso e comporta il rischio di errori. Scaricare l’estratto conto, confrontare centinaia di movimenti, cercare le differenze, registrare le rettifiche tutto questo può assorbire diverse ore ogni mese.

Sibill aiuta le aziende ad automatizzare il processo di riconciliazione bancaria collegandosi direttamente ai conti correnti aziendali. I movimenti bancari vengono importati automaticamente e confrontati con le registrazioni contabili, evidenziando le differenze e proponendo gli abbinamenti.

Il tempo necessario per la riconciliazione si riduce drasticamente, permettendo all’amministratore di concentrarsi sull’analisi delle anomalie piuttosto che sul lavoro manuale di confronto.

Domande frequenti

Cosa significa riconciliazione bancaria?

La riconciliazione bancaria è il controllo che verifica se il saldo del conto corrente nella tua contabilità corrisponde a quello della banca. Serve a trovare e spiegare le differenze, assicurandoti che non ci siano errori. Le differenze sono normali: per esempio, tu registri un assegno quando lo dai, ma la banca lo registra quando il fornitore lo porta in banca.

Il processo è semplice: confronti i movimenti, trovi le partite in sospeso, registri quello che mancava e verifichi che i saldi tornino. È obbligatorio al 31 dicembre per il bilancio, ma sarebbe meglio farlo ogni mese.

Che cos’è il processo di riconciliazione dei pagamenti?

È un controllo più ampio della semplice riconciliazione bancaria. Verifichi che ogni fattura emessa abbia un corrispondente incasso, che ogni fattura ricevuta sia stata pagata e che non ci siano pagamenti doppi o senza fattura. Se vendi online, controlli anche che gli incassi da Stripe, PayPal o carte corrispondano alle vendite registrate.

Serve per gestire bene crediti e debiti, capire quali clienti devi sollecitare e pianificare quando pagare i fornitori.

Come si dice riconciliazione bancaria in inglese?

Si dice bank reconciliation. Altri termini utili: bank statement (estratto conto), book balance (saldo contabile), outstanding checks (assegni non ancora incassati), deposits in transit (depositi non ancora accreditati), bank charges (commissioni bancarie).

Quando è necessario fare la riconciliazione?

È obbligatoria al 31 dicembre per chiudere il bilancio. Conviene farla mensilmente come buona prassi, e diventa necessaria settimanalmente o quotidianamente se hai tanti movimenti (negozi online, punti vendita fisici). Dovresti farla anche prima di decisioni finanziarie importanti, quando sospetti anomalie o in caso di cambio di amministratore.

La frequenza ideale: se hai meno di 50 movimenti al mese va bene la cadenza mensile, se ne hai più di 200 meglio passare a quella settimanale.

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